Vuoi essere un formatore di successo? Vuoi vivere di formazione ? Anche oggi con le difficoltà economiche che tutto il Paese sta affrontando ?
In tanti mi chiedono come diventare e, soprattutto, come essere formatore di successo, oggi in questo periodo di crisi!
Quando mi chiedono: “che lavoro fai?” io rispondo sempre: ” il Formatore“, perché il 90% del mio reddito proviene dalle attività di formazione.
In tanti considerano la formazione come un mezzo per fare qualche consulenza in più e racimolare qualche extra a fine mese.
Programmatori, sviluppatori web, psicologi, esperti di sicurezza uomini del marketing, medici etc etc . In tanti fanno il formatore solo occasionalmente come un extra. Per me non è così!
Dal mio punto di vista essere un formatore di successo vuol dire vivere della propria passione. Vuol dire esercitare in maniera continuativa (non occasionale, non di tanto in tanto) la professione del formatore e ricavarci un reddito sufficiente per vivere bene, pagare le spese di uno studio, pagare le bollette, pagare i collaboratori, pagare le rate della macchina, pagare il mutuo e mettersi anche qualcosa da parte, e farsi passare anche qualche sfizio! Allora…
Come si fa ad essere formatore di successo ?
Come si fa ad essere formatore di successo ? Quali sono i percorsi per diventarlo?
Nonostante questa professione esista da oltre 30 anni in Italia, ancora oggi non esiste un percorso universitario organico per acquisire le competenze utili a esercitare con successo la professione del formatore. La Figura professionale del formatore non è una figura riconosciuta e codificata nell’ordinamento italiano (questo non è un male anzi è qualcosa di positivo). Non esistono Ordini, non esistono albi nazionali, e tanto meno programmi codificati di formazione (Come può essere ad esempio la SIS per i docenti di scuola) .
Tanti dei percorsi di formazione offerti dalle università si concentrano sugli aspetti istituzionali della formazione finanziata
(fondi pubblici, fse, etc. ) senza curarsi minimamente di curare tutto il mercato della formazione . Non spiegano cosa cercano i clienti, cosa offrire sul mercato, quali prodotti formativi sviluppare, quali competenze sviluppare, cosa fare e dove trovare clienti.
Quale futuro lavorativo per un formatore di successo?
Sai una cosa ? Negli ultimi anni stiamo assistendo tuttavia ad un grandissimo cambiamento nel mercato della formazione. Come è stato messo anche in evidenza dal “rapporto sul futuro della formazione” della Commissione de Rita, (istituita con Decreto del Ministro del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali del 2 aprile 2009 scaricabile nella sezione download di questo sito) chi esercita il mestiere del formatore deve sempre di più orientarsi al mercato ed alla domanda proveniente dalle aziende e dai privati.
Fino a qualche anno fa la formazione in Italia è stata trainata dalla domanda pubblica. Erano e Pubbliche Amministrazioni (Regioni, Province, comuni, scuole, etc. etc.)che finanziavano grandi programmi di formazione e decidevano le iniziative da finanziare (tutte fortemente orientate ad interessi di carattere pubblicistico). Nel prossimo futuro non sarà più così ! Già oggi l’attuale crisi della finanza pubblica ha ridotto notevolmente le risorse destinate alla formazione professionale.
Esiste tuttavia una grande opportunità proveniente dal mercato privato. Leggi attentamente quello che segue perché sto per rivelarti qualcosa di veramente prezioso!
Stiamo assistendo ad una vera e propria primavera del mercato della formazione in Italia. Una vera e propria fioritura della formazione. Mai come in questo periodo la domanda Privata di formazione sta crescendo a ritmi inaspettati ed impensabili fino a qualche anno fa.
Sono tantissime le aziende già oggi disposte ad investire migliaia di euro in formazione e tantissime le persone che spendono per la propria formazione. Vuoi un esempio? non credi alle mie parole?
Bene Prova a chiederti allora: “quante sono le persone che frequentano i seminari di Anthony Robbins?” e ancora “Quante sono le persone che sono andate al Milionar Mind Intensive di Eker l’anno scorso a londra? e quanti ci andranno quet’anno a rimini?” Se non lo sai posso dirti che registrano ben oltre 5000 partecipanti ad edizione per ogni evento.
L’enorme successo di personaggi come Anthony Robbins ed Harv EKER è testimone di fermento inimmaginabile fino a soli 5 anni fa! Una vera e propria fioritura della domanda privata di formazione!
Investire su di se
Chi vuole diventare un formatore di successo e chi già esercita professionalmente questa attività se vuole avere un vero successo duraturo nel tempo per almeno i prossimi 10 anni deve iniziare già oggi ad investire su se stesso ed orientarsi sempre di più al mercato e sempre di più ai privati. Viviamo un vero e proprio cambiamento epocale.
Come dice il proverbio “CHI NON MIGLIORA, PEGGIORA“. E oggi è il momento buono per cominciare a investire su se stessi.
Quelle che voglio presentarti oggi sono iniziative davvero interessanti per il tuo futuro come formatore.
Mi riferisco ai corsi organizzati dalla Max Formisano Traininig, un gruppo leader di mercato. E’ tutto organizzato e tenuto da veri professionisti (nonché persone davvero squisite).
Se segui il mio blog noterai che non ho mai fatto promozione a nessuno fuorché 1 o 2 persone di cui ho testato personalmente la qualità professionale e personale. Quindi se ti parlo bene di una iniziativa è solo perché è un gruppo che ha guadagnato la mia stima e la mia fiducia.
Il gruppo che Max Formisano ha messo insieme è un gruppo davvero entusiasmante. Max ha coinvolto e ha un numero davvero impressionante di colleghi formatori di altissimo livello e li ha messi insieme per realizzare un’offerta formativa, e di aggiornamento, senza precedenti.
Chi partecipa ha quindi la possibilità non solo di accedere a contenuti di altissimo valore ma, ha anche l’opportunità di tessere una buona rete di rapporti professionali con persone che fanno lo stesso mestiere e sviluppare collaborazioni.
I corsi sono fortemente orientati al Mercato.
In particolare sono:
Il “Trainer Legend”, rivolto a tutti coloro che vogliono diventare formatori, oppure lo sono già e vogliono fare un salto di livello;
Il “Public Speaking Legend” che insegna a comunicare efficacemente con un pubblico (sia offline che online), che è una competenza imprescindibile per qualsiasi formatore;
Il “Productivity Legend” che è stato creato per aiutare professionisti e imprenditori a ottenere più risultati con meno sforzo, imparando a gestire meglio il proprio tempo, godendosi al contempo anche di più la vita.
Puoi scoprire qui l’intera offerta formativa della Max Formisano Training, che ad oggi reputo la più valida sul mercato:
Scopri tutti i corsi “Legend” della Max Formisano Training.
Questo può essere l’investimento che per te farà la differenza da qui ai prossimi 10 anni.
Io ci sarò ! Tu sarai dei nostri?
il carattere e l essenziale di una pers.
verità sacrosante ma molte, troppe volte non ci rendiamo conto di errori anche elementari che con un attimo di riflessione potremmo eliminare 🙂 complimenti per l’articolo! M Elena
Sono sempre le cose più ovvie che vengono disattese e che permetterebbero di evitare “errori” nelle relazioni….di qualsiasi tipo!
Grazie dell’articolo…….anche se sono affermazioni e concetti magari già noti non è mai banale ri-leggerli e “ripassare” la lezione.
Giò
Negli anni ho imparato che più di qualsiasi tecnica (di memoria o lettura veloce) è importantissimo dedicare qualche istante alla preparazione del nostro stato mentale e coltivare la concentrazione che piu ci permette di essere efficienti ed efficaci. Diversamente è come mettere dell’acqua in un vaso bucato e poi sorprendersi che non si riempia.
In bocca al lupo con i vostri studi!!
Floriana
Si, ma…sbaglio o l’italiano in questo articolo si è dato un pò latitante? Considerando luogo e firma dell’articolo, c’è di che rimanere allibiti.
Quanto ai “contenuti”…in estrema sintesi, la chiave per essere più performanti nei propri rapporti lavorativi sarebbe….essere più sensibili? Accidenti che notizia.
E vi ci profondete persino in complimenti, ad una tale ovvietà!
Per caso mi sono imbattuto su questo sito, altrettanto casualmente passo oltre.
Ciao Michele Grazie per la critica !
Per renderla eventualmente più costruttiva
Non mi sembra di aver scritto che bisogna “essere più sensibili” – Parliamo dello stesso articolo ?
ad ogni modo se ti sembra che sono stato Ovvio (come del resto potrebbe essere)
Vorresti proporre qualche Idea che possa aggiungere valore alla discussione?
Tante volte sono proprio le cose più ovvie e banali che fanno la vera differenza nella vita. La semplicità alle volte può essere una scelta! E nel mio caso lo è. Essere ovvi vuol dire tornare ai fondamentali.
Ciao a tutti,
questi elementi sono fondamentali ricordarli ma più che altro applicarli quotidianamente. Ed è spesso che distratti, dalle nostre non buone abitudini che non facciamo caso anche ai piccoli particolari quando una persona (moglie/marito,cliente,amico/a) ci sta comunicando qualcosa. Basta esercitarsi, e la formazione è importante per questo,io personalmente ne ho visto la differenza con i rapporti.
Per Michele, la grammatica ha il suo valore hai ragione, diamo semplicemente un occhiata ai contenuti.
Secondo te la tua critica è costruttiva???
Ottimo articolo Michele, il compito è informare,ognuno riceve a suo modo:
L’IMPORTANTE E’ CONSAPEVOLIZZARE.
Allora:
1) Non capisco perchè, ma le vostre repliche mi vengono comunicate dal mail server del sito come inerenti un altro post, a firma dello stesso autore e relativo al carattere…mentre io ho commentato quello relativo agli atteggiamenti da interrompere nei propri rapporti. Spero così di aver chiarito l’arcano e di aver ricondotto la discussione nei binari giusti, visto che mi si chiede di che articolo stia parlando.
2) Mi piacerebbe capire la vostra definizione di CRITICA COSTRUTTIVA.
Personalmente, non era mia intenzione essere “costruttivo” criticando la superficialità adottata nello scrivere l’articolo. Sono uno di quelli per i quali la lingua italiana ha ancora importanza, sapete. Magari, potrebbe essere costruttivo l’approccio alla mia critica da parte dell’autore dell’articolo, così la prossima volta forma e contenuti saranno entrambi corretti. Visto che non parliamo del primo fesso, ma del Presidente dell’AFP.
2) Sono uno studente master; TEORICAMENTE quelli come voi vengono a far lezione, tra gli altri, a quelli come me. Credo sia quindi quantomeno legittimo da parte mia pretendere che chi TEORICAMENTE dovrebbe formarmi, o addirittura chi li rappresenti, si curi della forma nella quale espone. Come spesso ci viene detto dai vostri colleghi, in qualunque disciplina, “la forma per un manager è importante”. Ed invece qua mi si chiede di soprassedere e di badare ai contenuti. Ma di che stiamo parlando allora, scusate?
3) I contenuti? Va benissimo…ripeto, per me sono ovvi, e da un professionista di livello avanzato come il dottor Cassese, credo sia lecito aspettarsi tutt’altro approccio alla questione, altro che “tornare ai fondamentali”.
Io cercherei di approfondire magari non ciò che E’ OVVIO che vada evitato a livello comportamentale, ma COME farlo. CONSIGLI sul come EVENTUALMENTE farlo. Ecco, QUESTO mi piacerebbe leggere, in un sito nel quale si parla di formazione. E non è che “concentrarsi su questo e quello” sia una risposta eh! FATTI CONCRETI, non intenzioni. Altrimenti tutto il “contenuto” si riduce alla stregua di rubrica da settimanale femminile alla “Donna Moderna”: banalità spacciate per grandi scoperte.
4) CONSAPEVOLIZZARE? Ma la smetiamo con questa terminologia da motivazionalismo americano degli anni ’80 (e parlo del periodo della sua più becera attuazione e travisazione, non agli scritti di Maslow del’54)? Sono finiti quei tempi, la gente è fin troppo consapevole. Mi dispiace, ma io non condivido assolutamente questo approccio, pertanto non riesco ad essere costruttivo nei suoi confronti. Anche perchè non sono in presenza nè di neofiti dell’argomento, per cui andar giù pesante significherebbe in qualche modo eccedere in zelo, nè tantomeno di personaggi prestati alla disciplina, per cui sarebbe relativa ogni forma di critica. Chi scrive, e la maggior parte di chi legge, credo, il formatore lo fa di professione, quindi alibi=zero. Onori ed oneri, signori miei. CONSAPEVOLIZZATEVENE anche voi.
Evidentemente non ha letto, ma più che altro compreso il punto 1!!!!
E certo.
Bè, se non indorare la pillola e cercare di scardinare la patina di buonismo e di reverenza che circonda articolo e commenti correlati può essere offensivo, sia pure.
Dimentichi poi un piccolo particolare: stando al vostro amato punto 1, dovrei chiedermi se certi toni e/o parole potrebbero darmi fastidio se fossero usati con me. Ebbene, pur sposando per l’occasione questo assunto (assolutamente parziale ed egoistico, se vogliamo), direi proprio di no. Mille volte meglio una critica aspra ma sincera, che tante superficiali pacche sulle spalle.
Ciao Michele,
Con piacere noto che commentare il mio articolo ti sta appassionando sempre di più. Benissimo! Rispondo allora alle tue considerazioni proponendoti nuovi elementi riflessione.
Pensavo una cosa : in parte è vero quello che dici ! Forse sei capitato nel posto sbagliato! forse questo sito non è esattamente quello che cercavi.
Vedi… Un blog è un luogo di scambio, confronto e conversazione, nel quale l’ autore propone un tema che poi viene discusso dai lettori attraverso l’utilizzo del form di risposta. Un blog non è un manuale e non è nemmeno una piattaforma di formazione a distanza! Tutti i blog funzionano più o meno in questo modo. L’autore propone di solito un tema e sviluppa un articolo parlando di “cosa fare” (secondo il proprio parere), in merito ad un determinato argomento. Per sapere “come farlo” ci sono poi i corsi e i manuali. L’articolo di un blog ha la finalità di stimolare una riflessione e proporre un argomento di discussione ma, non ha la pretesa di costituire un saggio e neppure un manuale.
Secondo, se i contenuti di questo articolo ti sembrano banali , buon per te! 😉
Questo vorrà dire che sei già ad un livello “evolutivo più alto del mio”. Io invece sento ancora il bisogno di confrontarmi con questi temi e, nella gestine dei miei rapporti con gli altri, cerco di tenere bene a mente questo piccolo gruppo di consigli.
Ultima considerazione: un albero si giudica sempre dalla qualità dei suoi frutti. Una teoria, una idea e un comportamento si giudicano tutti, sempre dai risultati che producono nella vita di tutti i giorni. allo stesso modo anche le persone. Si può sostenere che una cosa funziona (è giusta, corretta, utile etc etc) solo se produce i risultati sperati. Vorrei chiederti : in che misura ti senti soddisfatto dei tuoi rapporti umani? Il tuo modo di intragire con gli altri produce il livello di qualità di rapporti umani che desideri? Le tue relazioni producono il livello di soddisfazione personale che desideri?
Infine ti rinnovo l’invito : Ti andrebbe di lasciarci un contributo? Tu cosa vorresti aggiungere su questa tema ?
Dottor Cassese (mi perdoni se non mi viene spontaneo darle del tu),
scansando l’ironia discutibile di un paio di punti del suo commento, le rispondo che:
– il livello delle mie relazioni personali non è affare di alcuno, qui dentro, nè tantomeno rileva ai fini della discussione. Le userò fin troppa cortesia dicendole che, nonostante la mia distanza dalle sue posizioni, essa è assai soddisfacente, ma ovviamente perfettibile, come ogni evento umano.
– Se dobbiamo aver bisogno dell’esperto di turno per farci ricordare cose che dovrebbero essere nel nostro DNA comportamentale, siamo davvero pronti a lasciar campo libero alle altre specie del pianeta. Se vogliamo essere fieri di tutto ciò, sia pure.
Questo, in sintesi, il senso della mia critica al suo articolo.
Oltre alla sintassi.
– Questo non è un blog ma un portale, se non erro. Specialistico, per giunta. Con materiale scaricabile, per di più.
Un blog informa, un sito/portale offre anche risorse. E’ ben diverso, credo.
– Continua a chiedermi “contributi”. Ne devo dedurre che quanto ci stiamo dicendo per lei ha il valore di una lattina di Coca Cola sgasata?
Io sono solo uno studente. Lei è il professionista della formazione. Li scriva lei i contenuti. Ed invece di invitarmi a leggere manuali e saggi (cosa peraltro già in atto da tempo, stia tranquillo) si adoperi maggiormente ad offrire contenuti più specifici ai suoi utenti, anche a quelli più rognosi. Non c’è bisogno di scrivere saggi, manuali o videocorsi per dire cose utili e “nuove”. Si possono dire fesserie anche lì. La qualità prescinde dal supporto, immagino lei lo sappia.
Altrimenti mi perdoni se l’ho presa troppo sul serio, a lei ed al suo “blog”. Correrò in tal caso in libreria evitando di perdere altro tempo qui.
Ciao Michele ,
Professioneformatore.it è un blog credimi … l’ho inventato io! Saprò pure cosa ho fatto e con quale software l’ho sviluppato!
Se pensi, come hai scritto, che queste siano “ovvie fesserie” va bene così!
Ma, vedi, dal mio punto di vista nelle cose “semplici” ci sono sempre tutte le risposte! Spesso bisogna ricordarsi anche le cose più ovvie !
Tuttavia questo è solo il mio punto di vista ! Nessuno ti obbliga a leggere queste fesserie! o tantomeno a pensarla come me!
PS. La critica è costruttiva quando propone alternative. Dire “In questo modo è sbagliato” è facile. Molto più impegnativo è dire “In questo modo è verificato che è meglio”
Alla prossima
Solitamente quando gli argomenti nei confronti dell’interlocutore iniziano a scarseggiare, ci si rifugia nell’attribuirgli parole offensive. Voglio però credere nella sua buonafede, e le dico che ha preso un granchio, decisamente. A me non pare di aver utilizzato da nessuna parte l’espressione “ovvia fesseria”, e me ne guarderei bene. “Ovvietà” c’è, ma “fesseria” è tutt’altro paio di maniche, ed ovviamente non l’ho utilizzato. Sono in disaccordo sul contenuto del suo articolo, l’ho criticata per una certa superficialità nel curarne la forma sintattica, ma MAI mi permetterei di offenderla dicendo che scrive “fesserie”.
Quanto al fatto che questo sia/non sia un bog, onestamente è questione di lana caprina, rispetto al resto. D’accordo, è un blog. Ottimo software, articolato come un sito.
Infine, riguardo la concezione di “costruttività”…lei ha ragione, ma se sapessi dirle “così è verificato che è meglio”, sarei IO il formatore. Sarebbe un dialogo inter pares. Così però non è, l’ho messo in chiaro dal primo momento, così come pure chiaro è stato il motivo per il quale ho attaccato l’articolo nei suoi contenuti. Se fossi stato di fronte ad un articolo “tecnico” sulla formazione, avrei bellamente taciuto. Ma siamo di fronte ad una tematica di ampio respiro, ed ognuno ha pane da portare a tavola, sull’argomento.
Quanto l’essere o meo costruttivi…COSTRUTTIVO è anche l’atteggiamento auspicabile da chi riceve la critica. Lei, dall’alto della sua esperienza professionale, secondo me poteva poteva sicuramente fare di meglio. In quanto lei=formatore ed io=studente.
E poi, come lei stesso ha detto….sul COME ci sono libri e conferenze. Qua ci si scambia punti di vista.
Ecco, io il mio credo a questo punto di averlo chiarito abbastanza. Se serve, bene, altrimenti, bene lo stsso.
Devi essere una persona davvero pesante… e non intendo fisicamente..
Molto interessante l’articolo, potrebbero sembrare ovvietà ma vi assicuro che non è assolutamente semplice metterle in pratica quotidianamente!
Molto simpatica l’espressione “vampiri energetici” 😀
Aproposito dei commenti di Michele che in seguito finirò di leggere,vorrei ricordare che la cosa piu importante per tutti sarebbe applicare le “regole”.Mi spiego:visto che la semplicità cosi importante,e non citerò dato che si ricorda di cio che scrive;sapere chi si è! I formatori a mio avviso non si occupano di signore bloccate con figlo che fuma le canne,se non invadendo i campi altrui,magari anchè competenti.!