Life Style | Professione Formatore https://www.professioneformatore.it Risorse per formatori e coach eccellenti Fri, 11 Mar 2022 10:15:27 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.7.12 IL FORMATORE FLESSIBILE https://www.professioneformatore.it/il-formatore-flessibile/ https://www.professioneformatore.it/il-formatore-flessibile/#respond Fri, 11 Feb 2022 08:47:39 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=23240 Qualunque platea – piccola o grande – è composta di singoli individui e ognuno di essi ha il proprio modo di interpretare e valutare ciò che gli dirai. Purtroppo, molti formatori si focalizzano sul lanciare il proprio messaggio senza preoccuparsi di cosa sia effettivamente arrivato e di come l’uditorio risponda, man mano, a ciò che […]

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Qualunque platea – piccola o grande – è composta di singoli individui e ognuno di essi ha il proprio modo di interpretare e valutare ciò che gli dirai.

Purtroppo, molti formatori si focalizzano sul lanciare il proprio messaggio senza preoccuparsi di cosa sia effettivamente arrivato e di come l’uditorio risponda, man mano, a ciò che si dice e si fa.

In pratica, il loro focus e la loro attenzione sono rivolti verso se stessi.

E questo può portare a un bel po’ di problemi, la cui causa è, in una sola parola, la rigidità.

 

Per esempio:

  • si inizia a parlare e si va avanti a lungo, incuranti di cosa accade in aula
  • non si tiene conto di chi si ha di fronte
  • si usa un linguaggio troppo tecnico oppure troppo elementare, troppo serio o troppo informale
  • ci si preoccupa di seguire il programma, qualsiasi cosa accada, proprio come succedeva a scuola verso la fine dell’anno
  • ci si focalizza solo sul proprio stato d’animo e non su quello dell’uditorio
  • si ignorano gli imprevisti
  • si fanno poche domande e non si interagisce

 

Insomma, dato un intervento da fare, ci si lancia in quello, senza tener conto che tutto ciò che

accade influenza il suo proseguimento e la sua riuscita.

 

Il modello utilizzato è: fare qualcosa e, se non funziona o funziona poco, farla di più!

 

Invece, il formatore eccellente rivolge costantemente l’attenzione agli interlocutori.

Il suo focus e la sua attenzione sono rivolti sia verso se stessi sia verso l’esterno.

 

Egli monitora costantemente gli effetti del proprio intervento sul pubblico, in modo da poter apportare immediatamente tutte quelle modifiche funzionali al raggiungimento dell’obiettivo. Proprio come farebbe un abile capitano di una nave, che, avendo ben chiara la rotta, è sempre pronto a virare per schivare ostacoli e imprevisti e giungere con tutto il suo equipaggio a destinazione.

 

Nello specifico, il formatore eccellente sviluppa queste capacità:

 

  • Acuità sensoriale: sviluppare i propri sensi per percepire a livello emotivo il clima della sala, per ascoltare ciò che si dice, per osservare ciò che accade.

 

  • Continua calibrazione: è l’attenta osservazione della comunicazione non verbale e permette di avere un feedback continuo ovvero un responso in tempo reale, degli effetti dell’intervento.

 

  • Ricalco e Guida: adeguamento a quello che accade e alla risposta dell’uditorio ai messaggi, per ricondurre, guidare, all’obiettivo prefisso. Questo implica sviluppare la flessibilità necessaria per adattare il comportamento al responso (feedback) e permette di creare e mantenere un continuo stato di “rapport”, empatia, con i partecipanti.

 

Perciò, parlare eccellentemente in pubblico per fare formazione, significa decidere continui impercettibili cambiamenti di rotta, o magari grandi e vistosi.

In una parola: flessibilità.

 

 

Per esempio:

 

  • variare il ritmo della voce quando serve;
  • anticipare una pausa se c’è troppa stanchezza;
  • inglobare un imprevisto e commentarlo insieme;
  • tagliare una parte se stai “andando lungo” (a guardare in giro, pare sia una delle cose più difficili da fare ed allo stesso tempo uno degli errori più stupidi e frequenti);
  • aggiungere qualcosa se stai “andando corto”;
  • inserire una storia se l’attenzione sta calando;
  • e così via…

 

 

In questi casi, il modello utilizzato è: fare qualcosa e, se non funziona o funziona poco, variare.

 

Lavorare in questa maniera, nei miei corsi in aula, mi permette di far passare molto più facilmente i messaggi, di avere poca o nessuna resistenza e, sostanzialmente, di rendere l’esperienza più produttiva per la crescita personale e professionale dei partecipanti e impattante per le loro vite.

 

 

Preparazione

 

Per facilitare questo processo è importante la preparazione.

Infatti, quanto più sei preparato a fare qualcosa, con tanta più sicurezza sei in grado di eseguirla “in automatico” e tanto più puoi spostare il focus all’esterno per osservare e percepire ciò che sta accadendo.

 

Il rapporto empatico continuo nasce dall’osservazione continua, che puoi permetterti solo grazie ad una preparazione continua. In pratica: quando sei ben preparato sul contenuto, puoi concentrarti anche sulla forma dell’esposizione.

 

La domanda chiave che può supportarti nel tenere orientato il focus anche all’esterno (oltre che sul tuo stato) e che vuoi farti spesso, è:

 

“Che penserei io – in questo momento – se fossi al loro posto?”

 

O anche: “Come mi sentirei io al posto loro in questo momento?”, “In che stato sarei?”.

 

Prendi in considerazione aspetti ambientali (temperatura, luce, spazio, colori, ecc), lo stato d’animo (perplessità, stanchezza, scetticismo…) e tutto ciò che ti viene in mente.

 

Con l’osservazione continua, puoi metterti continuamente nei panni dell’uditorio e comprendere qualsiasi clima che abbia bisogno di essere guidato verso una direzione diversa. E puoi anche intuire se ci sono singole criticità su cui intervenire prima che esplodano.

 

Quando fai questo, l’empatia è immediata e sul lungo si trasforma in fiducia.

 

I’ve got your back,
Max

 

 

P.S.: se vuoi sviluppare anche tu queste capacità, e trasformarti in un formatore leggendario, dai un’occhiata al mio ultimo corso Trainer Legend:

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TRAINER A 360°: LE BASI DEL MARKETING SEMPLIFICATO https://www.professioneformatore.it/trainer-a-360-le-basi-del-marketing-semplificato/ https://www.professioneformatore.it/trainer-a-360-le-basi-del-marketing-semplificato/#respond Wed, 09 Feb 2022 08:58:25 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=23229 Il mondo è cambiato   Ci sono due concetti importanti che devi capire, prima di andare a fondo in questa lezione.   Prima di tutto, non puoi saltare dalla sedia ogni volta che senti la parola “marketing”   Il marketing ha molte forme e io da anni, anzi, decenni, applico quella più congeniale a chi […]

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Il mondo è cambiato

 

Ci sono due concetti importanti che devi capire, prima di andare a fondo in questa lezione.

 

Prima di tutto, non puoi saltare dalla sedia ogni volta che senti la parola “marketing”

 

Il marketing ha molte forme e io da anni, anzi, decenni, applico quella più congeniale a chi ama occuparsi del proprio lavoro, dello studio, della creazione di know how.

Quindi non sarà poi così tremendo il nostro viaggio assieme nello studio e approfondimento del marketing del formatore.

 

Secondo, devi capire che da anni ormai, non sei più nel mercato dei seminari e della formazione.

Sei nel mercato dell’informazione e anche l’informazione, come il marketing, può avere molte forme.

 

Dunque, non dovresti ragionare solo in termini di seminari “live”, dal vivo, ma tu puoi e dovresti guadagnare anche online, impacchettando la tua conoscenza in programmi e “infoprodotti” per i tuoi clienti.

 

Devi trasformare quello che è nella tua mente in qualcosa di tangibile.

 

  • Webinar / Videotraining…
  • Special report / Summary …
  • Audiotraining, Audiosummary/ Podcast…
  • Mappe mentali /Checklist …

 

 

Spesso mi viene chiesto perché produco il mio capitale intellettuale,  in così tante forme così facilmente accessibili. E la risposta è:

 

Voglio essere oggetto di interesse e attenzione attraverso nuove idee e vero valore.

 

Le proprietà intellettuali in qualunque forma sono il biglietto da visita dei formatori eccellenti.

 

Non voglio creare alcuna barriera all’ingresso alla mia proprietà intellettuale.

 

 

I BENEFICI DEGLI  INFOPRODOTTI DIGITALI

 

  • Permettono ai partecipanti di continuare nella crescita iniziata con libri/corsi/coaching ;
  • Forniscono valore aggiunto e entrate supplementari;
  • Producono entrate da parte di chi non vuole o non può assistere agli eventi dal vivo;
  • Procurano credibilità, visibilità e contribuiscono a creare il brand;
  • Sono una manifestazione di leadership di pensiero;

 

MA

 

Se sono mal realizzati abbattono la tua credibilità e immagine;

 

La chiave della vendita dei prodotti/servizi di un formatore,

sia dal vivo che digitali, è nella loro creazione.

 

L’errore è pensare in termini di prodotti o servizi da offrire ai clienti,

invece che di soluzioni a problemi urgenti e pressanti del tuo mercato.

 

Meglio specificare:

dar vita a soluzioni irresistibili non è frutto di intuito o fortuna

ma di strategie da seguire e applicare.

 

 

Fissa bene in mente i 2 principali modi per creare Vero Valore:

 

1) Risolvere problemi (bisogni, frustrazioni)

2) Rispondere a desideri (spesso inconsci)

 

 

Ecco quindi le 2 domande leggendarie per capire cosa creare

(e poi come relazionarti nel marketing)

 

  1. Qual è la più grande frustrazione della tua nicchia di mercato?
  2. Qual è il più grande desiderio della tua nicchia di mercato?

 

(Ricorda che le persone comprano sulle emozioni e poi giustificano con la ragione)

 

 

Conoscere e studiare tutto il possibile del tuo prospect, è importantissimo per poi incorporare nel tuo marketing le informazioni chiave e così relazionarti al meglio.

 

La maggior parte dei tuoi prospects:

 

  • Non sta avendo successo in…/Ha molta paura di…/Non ha idea di come…

 

  • Combatterebbe per …/ Da valore enorme a…/ Ha l’obiettivo di…

 

 

E’ anche importante conoscere bene i competitor per poi differenziarti il più possibile.

 

In sintesi: guarda ciò che fanno i tuoi competitor e non fare le stesse cose

(è esattamente l’opposto di quello che fa la maggioranza di esperti, formatori, coach…

non ben pagati!)

 

 

Fai un benchmarking del tuo mercato con queste 7 domande:

 

  1. Quali problemi comuni esistono?

(incorporali nei tuoi prodotti/servizi e nel marketing)

 

  1. Quali soluzioni comuni esistono?

(differenziati nei tuoi prodotti/servizi)

 

  1. Quali benefici gli promettono?

(studia le lettere di vendita e testimonianze)

 

  1. Quali bonus gli offrono?

 

  1. Quali prezzi sono dominanti?

 

  1. Quali termini e condizioni di pagamento?

 

  1. Come gli stanno vendendo? Qual è il flusso di vendita?

 

 

E ora immagina una lettera di presentazione di un prodotto/servizio, creata mettendo insieme le risposte ottenute dalle precedenti domande…sarebbe esplosivo!

 

I’ve got your back,

Max

 

 

PS: se vuoi capirci di più di marketing per la formazione, o vuoi iniziare a promuoverti nel modo più giusto e profittevole distinguendoti dalla massa dei formatori mediocri, allora dai un’occhiata al mio corso Trainer Legend:

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I 6 INDIZI PER RICONOSCERE IL FUFFA-FORMATORE (NON DIVENTARLO ANCHE TU!) https://www.professioneformatore.it/i-6-indizi-per-riconoscere-il-fuffa-formatore-non-diventarlo-anche-tu/ https://www.professioneformatore.it/i-6-indizi-per-riconoscere-il-fuffa-formatore-non-diventarlo-anche-tu/#respond Fri, 04 Feb 2022 08:25:32 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=23219 Chi è un FuffaFormatore? Uno che dice di essere esperto su un determinato argomento (generalmente su molti) e che è capace di insegnartelo. Molto spesso fa un altro lavoro per “campare” e in realtà non è né davvero esperto né tantomeno capace di insegnartelo. E anche se fosse realmente esperto ma non capace di insegnare, […]

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Chi è un FuffaFormatore?

Uno che dice di essere esperto su un determinato argomento (generalmente su molti) e che è capace di insegnartelo. Molto spesso fa un altro lavoro per “campare” e in realtà non è né davvero esperto né tantomeno capace di insegnartelo.

E anche se fosse realmente esperto ma non capace di insegnare, sarebbe un FuffaFormatore lo stesso, perché gli mancherebbe l’essenza di questo lavoro, il trasformare le conoscenze in qualcosa di facilmente comprensibile e applicabile.

 

Che male fa?

Ma non è un semplice sfigato che si atteggia, senza dare vero valore al pubblico di riferimento?

E’ un po’ peggio di così. Perché il nostro mondo della formazione non è ancora così maturo da riconoscere un FuffaFormatore da uno serio. Quindi il rischio è che si parli male della formazione solo per essersi imbattuti nel personaggio sbagliato. Purtroppo, con la tecnologia e il web a portata di tutti, mistificare le apparenze è fin troppo facile.

 

Cerca gli indizi.

Ecco perché mi son dato da fare per schematizzare gli indizi a cui prestare attenzione quando entri nel mondo di un formatore. Attenzione: sono solo indizi, non prove!

Non puoi essere certo al 100% del fatto che ti trovi di fronte a un FuffaFormatore, sta al tuo buon senso valutare la quantità (numero) degli indizi e la loro qualità (rilevanza).

Eccoli.

 

 

  1. Standard bassi.

Nel senso che fanno solo (o quasi) le cose più facili da fare, quelle che ti posizionano nella mediocrità. Nella media, appunto, invece che nell’eccellenza.

Ecco due esempi giusto per farti capire il discorso degli standard:

 

A. Citazionisti.

Molti FuffaFormatori pubblicano citazioni sulle loro bacheche social Facebook e/o Instagram.

E nel 90% dei casi, quello è tutto il loro marketingJ Sì lo so che fa ridere, ma ti garantisco che è così.

Se gli chiedi: “Che strategie di marketing stai usando? Qual è il tuo funnel?”. Loro rispondono: “Pubblico delle belle citazioni motivazionali su Facebook, con delle belle immagini!”. Azz, dei grandi.Questa, come tutte le cose facili, non fa la differenza nella vita di nessuno, a iniziare da quella di chi le posta. Il web è pieno di citazioni e così le librerie piene di libri di citazioni (anche io ne ho scritto uno: “365 ispirazioni quotidiane – Se solo potessi ogni giorno”.).


B. Ebookisti

Anche qui, io ne ho scritto uno (“Il Nocciolo Duro”) ma…è in buona compagnia di svariati altri libri di carta… L’ebook può essere il primo step, ma… dimmi il nome di un ebook di uno dei grandi della formazione italiana o internazionale!! Non c’è vero? Però scommetto che mi sai dire il nome di decine di libri famosi. Ecco, ho detto tutto.

 

Ripeto un concetto importante: non ci sono equivalenze in quello che dico.

Ovvero: pubblicare un ebook o mettere citazioni sui social NON significa avere standard bassi, ma fare solo queste cose e vendersi come esperto, sì.

 

  1. Tuttologi.

Se sono coach, sono coach di life, business, sport, carriera e amoreJ. Tutto.
Se sono formatori, allora spaziano dall’organizzazione aziendale alla P.n.l. (“Faccio anche un po’ di P.n.l.” J). Dal Project Management alla Sicurezza, dal team building (senza mai aver fatto parte di un team) alla leadership (senza mai aver gestito manco un collaboratore).

 

  1. Esperienze.

Sul loro curriculum (come io sul mio) scrivono che hanno seguito i corsi di… e segue elenco dei soliti noti italiani – me incluso, a volte – ed esteri, a iniziare da Robbins. Ma a seguire un corso non ci vuole nulla, basta pagare e presentarsi in aula. Infatti, partecipare a dei corsi e leggere libri è una galassia molto, molto diversa dal conoscere a fondo un tema e avere le competenze per insegnarlo (andragogia e public speaking in primis). Se vuoi valutare qualcuno, cerca le esperienze di aula e i risultati, non i corsi che ha seguito.

 

  1. Scopiazzano

Poiché non hanno standard abbastanza alti da creare qualcosa di originale, un modello formativo o una tecnica particolare, si innamorano delle scorciatoie. E copiare e scopiazzare è una di queste (senza citare le fonti, ovviamente). Anche qui, doveroso dire che tutti ci ispiriamo o prendiamo spunti, incluso il sottoscritto. Come si suol dire: non c’è nulla di completamente nuovo da inventare. Ma ispirarsi e copiare sono concetti diversi (potrei fare il nome di almeno due formatori che, in questo momento, hanno sul loro sito una versione parziale del mio programma di Public SpeakingJ. Ma io non gli do alcuna importanza).

 

  1. Gureggiano.

Atteggiarsi non è una cosa che ho mai amato. Ma può essere sopportabile se fatto da qualcuno che i risultati li ha avuti e li ha davvero. Ma quando vedo delle “pulci che hanno la tosse” (cit.), provo quasi compassione per loro. Eppure, qualcuno li prende sul serio per il solo fatto che dicono di essere fichi e in gamba. Ma l’incoerenza delle azioni parla a voce molto più alta di quello che insegnano. E se parliamo di crescita personale, atteggiarsi a guru è il segno che quella roba lì la insegnano, ma non ci sono passati attraverso.

 

  1. Overpromising.

Promettono il sogno, quello che tutti vorremmo, per vendere più facilmente.

Questi sono i più pericolosi, se conoscono (e usano) anche le tecniche manipolative, ipnotiche, persuasive. Una brutta razza, la più difficile da abbattere perché creano proseliti che non hanno capito dove sono finiti e lasciano sul campo persone a cui hanno spillato tutto lo spillabile.

 

Alla prossima, My friend!
Max

 

 

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Legge di causa effetto; se la conosci ti salva ! https://www.professioneformatore.it/legge-di-causa-effetto-se-la-conosci-ti-salva/ https://www.professioneformatore.it/legge-di-causa-effetto-se-la-conosci-ti-salva/#respond Thu, 28 Sep 2017 16:34:53 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=22942 Come evitare di prendersi in giro e cominciare a produrre risultati Con questo articolo ti regalo la chiave per uscire dalla prigione della grande allucinazione collettiva, la legge di causa effetto.  Su questo blog abbiamo già trattato la legge di attrazione e la legge della creazione. Prima di cominciare a leggere tutto l’articolo guarda questa […]

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Come evitare di prendersi in giro e cominciare a produrre risultati

Con questo articolo ti regalo la chiave per uscire dalla prigione della grande allucinazione collettiva, la legge di causa effetto.  Su questo blog abbiamo già trattato la legge di attrazione e la legge della creazione. Prima di cominciare a leggere tutto l’articolo guarda questa scena.

[Cit: The blues Brothers, Scuse rivolte alla ex-ragazza che lo minaccia con un fucile d’assalto M16]

Non so se conoscevi già questo dialogo, tratto dal film The Blues Brothers, dove John Belushi (Jack nel film) implora la ex-fidanzata (abbandonata sull’altare) di non ucciderlo perché… “non è stata colpa sua”.

Un film assolutamente fantastico e questo piccolo divertentissimo pezzo mi offre lo spunto per introdurre il tema di oggi: La legge di causa effetto.

Continua a leggere 

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Napoleone insegna: il principio d’oro per far risplendere la tua vita https://www.professioneformatore.it/napoleone-insegna-il-principio-doro-per-far-risplendere-la-tua-vita/ https://www.professioneformatore.it/napoleone-insegna-il-principio-doro-per-far-risplendere-la-tua-vita/#comments Sat, 16 Sep 2017 23:56:06 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=22928 Ti sei mai chiesto come mai alcuni uomini entrano nella Storia? A volte si tratta di personalità straordinarie o di ingegni fuori dal comune. In altri casi basta solo avere l’atteggiamento mentale giusto. Napoleone Bonaparte, imperatore di Francia e orgoglio d’Europa, aveva trovato la chiave del suo successo in una semplice frase: “Lo sciocco parla […]

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Ti sei mai chiesto come mai alcuni uomini entrano nella Storia? A volte si tratta di personalità straordinarie o di ingegni fuori dal comune. In altri casi basta solo avere l’atteggiamento mentale giusto.

Napoleone Bonaparte, imperatore di Francia e orgoglio d’Europa, aveva trovato la chiave del suo successo in una semplice frase: “Lo sciocco parla del passato, il saggio del presente, il folle del futuro”.

In quest’articolo ti mostrerò come la sua massima può aiutare anche te a prendere in mano le redini del tuo destino. Forse non diventerai imperatore, ma scoprirai come cambiare davvero la tua vita e farla splendere finalmente di una luce nuova.

“Lo sciocco parla del passato”

D’accordo: hai commesso un errore. Non avevi capito come stilare quella relazione, hai fatto una figuraccia a un colloquio importante, hai mancato la scadenza che ti tormentava… Qualunque cosa sia successa, adesso lasciatela alle spalle.

Le persone apprensive tornano ossessivamente col pensiero ai propri sbagli, analizzando ogni istante da cima a fondo in un umiliante replay. L’avrai fatto anche tu, magari nella convinzione di imparare dai tuoi errori per poterti correggere. Il risultato però non è quello sperato: l’ansia e il rimorso ti assalgono sempre quando rivivi i tuoi sbagli. Sta’ alla larga da questa tentazione.

Il primo passo per reagire ad un insuccesso è impostare l’atteggiamento mentale giusto. Credi forse che Napoleone avrebbe costruito il suo impero se, dopo la sconfitta di Abukir, si fosse chiuso in casa a piangersi addosso?

Per lasciarti alle spalle le esperienze negative, segui questi semplici consigli:

 

  • Buttati a capofitto in qualcosa che sai fare bene. Che sia suonare la chitarra, risolvere un’equazione o riparare un rubinetto, l’importante è conseguire un risultato positivo che ti darà immediatamente la gratificazione di cui hai bisogno.

 

  • Concediti un regalo. Alcune persone tendono a punirsi dopo un insuccesso, per esempio privandosi di un buon pranzo o rinunciando a quella festa tanto attesa. Tu invece premiati: regalati un acquisto scapestrato, un cinema improvviso, una chiacchierata con un amico che non vedevi da tempo. Essere troppo duri con se stessi non porta da nessuna parte. Costruire sensazioni positive ti aiuterà invece a ripartire col piede giusto per affrontare la tua scalata al successo.

 

  • Allarga i tuoi orizzonti. Se temi che la tua carriera attuale possa aver risentito dell’errore commesso, cercane un’altra. Questo non significa necessariamente stravolgere la tua vita e rinunciare al lavoro dei tuoi sogni. Tieni sempre presente, però, che non è mai troppo tardi per aprirti nuove strade. Iscriviti a un corso di formazione o ricerca qualcosa che ti ha sempre incuriosito, ma non avevi mai approfondito. Ogni momento è buono per inaugurare una nuova versione migliorata di te stesso.

 

“Il saggio parla del presente”

Gli uomini politici, Napoleone su tutti, sanno che la sola cosa che conta davvero è ciò che facciamo della nostra vita oggi. Pensaci: il passato non si può cambiare, il futuro non si può prevedere. È per questo che siamo responsabili solo del nostro presente.

Il miglior investimento che tu possa mai fare consiste nel prendere oggi il controllo della tua vita. Ecco alcune strategie che puoi utilizzare:

 

  • Analizza lucidamente la tua situazione attuale. A che punto sei con la tua vita? Sei soddisfatto di quello che hai realizzato? C’è qualcosa che vorresti cambiare? Tracciare un quadro preciso del momento presente è il modo migliore per capire dove concentrare i tuoi sforzi. Inizia a investire le tue energie nelle cose che meritano la tua attenzione. Il tuo lavoro non ti gratifica? L’appartamento in affitto è troppo piccolo? La vecchia utilitaria ti lascia sempre a piedi? Individua i tuoi problemi e agisci per risolverli.

 

  • Chiedi il parere di chi ti conosce bene. È difficile da credere, ma spesso le persone che ci stanno accanto vedono cose di noi che noi stessi ignoriamo. Prova a “intervistare” parenti e amici: che cosa pensano di te? Quali sono, secondo loro, i tuoi più grandi pregi? E i tuoi difetti? L’opinione altrui può risultare incredibilmente preziosa per migliorarti. E se viene dalle persone care ha ancora più valore, perché sono quelle che hanno davvero a cuore il tuo bene.

 

  • Compila una tabella coi dati raccolti. Più efficace della vecchia lista di pro e contro, uno schema completo ti aiuterà a visualizzare gli obiettivi già raggiunti e quelli che ti prefiggi per il futuro. Mettere su carta le tue considerazioni in modo sintetico e lineare è un’alternativa pratica al tenere un diario. La forma schematica ha inoltre il vantaggio di essere più leggibile e facile da modificare a mano a mano che raggiungi i tuoi traguardi.

 

“Il folle parla del futuro”

Di doman non c’è certezza, scriveva Lorenzo de’ Medici. È giusto porsi degli obiettivi e puntare a una meta, ma non fasciarti la testa. Quando stai per imbarcarti in un progetto, non prospettarti circostanze sciagurate in cui tutto andrà inevitabilmente storto.

La celebre legge di Murphy non solo è deprimente, ma anche piuttosto inverosimile – è estremamente improbabile che vada tutto male. Attento però a non cadere nell’atteggiamento opposto! Immaginare scenari idilliaci in cui raggiungi un successo sfolgorante all’improvviso è altrettanto pericoloso, perché fa salire alle stelle il rischio di restare delusi dalla realtà.

Ricorda: guardare al futuro serve a farti capire che devi gettare oggi le basi per una felicità duratura. Poniti degli obiettivi concreti e realistici. Inizia col pensare nel modo corretto. Non dirti “ce la farò sicuramente”, ma “se miglioro questo aspetto otterrò questo risultato”. Concretezza e consapevolezza sono doti essenziali che ti porteranno a prendere le decisioni migliori.

Il cambiamento è sempre possibile, ma deve partire nella tua testa. Perché non cominci proprio oggi?

 

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Blog e stile di vita. Come il “blog per l’anima” può migliorare il tuo stile di vita https://www.professioneformatore.it/blog-e-stile-di-vita-come-il-blog-per-lanima-puo-migliorare-il-tuo-stile-di-vita/ https://www.professioneformatore.it/blog-e-stile-di-vita-come-il-blog-per-lanima-puo-migliorare-il-tuo-stile-di-vita/#respond Sun, 09 Jul 2017 10:47:04 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=22958 Un blog può cambiarti la vita? Sì, se parte dall’anima! Anche nel business bisogna trasferire la propria anima, intesa come le emozioni, la parte più umana, la fiducia che il cliente ripone in te, l’essere coerenti nei messaggi comunicativi ed altri aspetti altrettanto importanti, sia a livello umano che commerciale. In questo articolo scopriremo qualcosa di […]

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Un blog può cambiarti la vita? Sì, se parte dall’anima!

Anche nel business bisogna trasferire la propria anima, intesa come le emozioni, la parte più umana, la fiducia che il cliente ripone in te, l’essere coerenti nei messaggi comunicativi ed altri aspetti altrettanto importanti, sia a livello umano che commerciale.

In questo articolo scopriremo qualcosa di originale e innovativo nell’ambito dei blog…anche per liberi professionisti.

 

Partiamo dall’inizio

Nel nostro mondo così frenetico, impegnato, elettronico, interconnesso dedicarsi alla gestione di un blog (soprattutto se si tratta di un “blog per l’anima”) può essere la soluzione per migliorare il tuo STILE DI VITA.

I blog, dagli anni ’90, hanno conquistando il mondo: lentamente dall’America (in cui sono nati) sono giunti fino a noi. Ed oggi, tutti (chi più, chi meno) leggiamo post online, inerenti i più disparati argomenti.

Ma come questo influisce sul nostro benessere?

Come può portarci ad un migliore stile di vita?

 

Se sei d’accordo con me sul fatto che condurre un’esistenza in linea con la propria personalità sia fondamentale per vivere in SALUTE ed essere FELICI, ti suggerisco di prendere spunto da quello che troverai in questa pagina.

 

Lo stile di vita e il blog

Due cosa separate eppure sono molto collegate.

Anche tu hai la netta sensazione che troppe persone vivano come dei criceti in gabbia, sempre di corsa, stressati, nel traffico, muovendosi su una ruota che non porta da nessuna parte?

A me sembra che nonostante l’evoluzione ed i progressi tecnico-scientifici, la nostra QUALITA’ della vita sia sempre più bassa.

E per stare bene, non bastano soldi, riunioni, automobili o supporti elettronici super sofisticati.

Tutti noi abbiamo bisogno di costruire un equilibrio tra i vari aspetti della nostra esistenza: lavoro, salute, famiglia, amore, ecc. ecc. E condurre uno stile di vita più sano, in linea con il nostro essere.

 

Il “blog per l’anima” come può aiutarti?

Che tu sia (o voglia diventare) un blogger, un infomarketer, un libero professionista, con un “blog per l’anima” avrai lo scopo principale di alimentarne i contenuti e far sì che quante più persone possibili conoscano ed utilizzino il tuo sito web nel tempo.

Dunque per lavorare su un blog dovrai fondamentalmente SCRIVERE: aggiungere articoli, video, testi.

Si tratta di attività che possono essere gestite con un computer (o volendo con un cellulare o un tablet) e una connessione ad internet. Niente di più.

Ciò significa che, se sei stanco di correre e stressarti a causa del traffico, i ritardi, i mezzi pubblici, gli imprevisti, i bambini da portare a scuola, i mille impegni da conciliare… il blog potrebbe davvero aiutarti! Scopri come, qui.

 

Il blog e il lavoro

Chi lavora da remoto (e non ha quindi l’obbligo di essere in ufficio dalle 9 alle 18/19), riesce ad imprimere alla propria vita tutto un altro ritmo! Immagina per un momento di poter disporre di giornate lunghissime, improntate solo sull’essenziale e sulla semplicità: niente più distrazioni esterne o attività “ruba tempo”. Il tuo motto quotidiano sarà GUADAGNARE ESPRIMENDO TE STESSO con soddisfazione.

Sembra una bella favola?

Eppure si tratta di una realtà conclamata e vissuta da molti.

 

Come migliorare il tuo stile di vita col blog…per l’anima

Gestire un “blog per l’anima” ti permetterà di:

  • Lavorare da remoto. E’ libertà! Ovunque tu ti troverai (in salotto in pigiama, al mare in costume, in un caffè nella tua città, in biblioteca in solitudine) avrai bisogno solo di un computer e una connessione ad internet. Niente uffici, niente sedi da raggiungere, niente traffico, niente spostamenti forzati. Qualsiasi ambiente andrà bene, purché ti senta ispirato.
  • Lavorare quando vuoi. E’ produttività allo stato puro! Non avendo degli orari particolari da seguire (nessun cartellino da timbrare), potrai gestire il tempo come preferirai. Potrai lavorare 2/3 giorni a settimana, programmare gli interventi automatici da fare sul tuo blog (o su quello di altri), e gli altri giorni fare altro … viaggiare, studiare, coltivare un hobby, ecc. ecc.
  • Fare quello che ti piace. E’ piacere! Il blogger ha la possibilità di fare il lavoro che lo appassiona. Parla di argomenti che gli interessano, lo emozionano; dice (scrive) quello che pensa e parla di sé (a chi non piace parlare di sé?). Fa il lavoro che ama e viene pagato per farlo.
  • Quantificare. E’ preciso! Grazie alle statistiche, software web e altro, potrai misurare con estrema precisione ogni cosa che avviene nel tuo business e averne il pieno controllo, così da intervenire per migliorare o correggere il tiro.
  • Dialogare con altre persone. E’ sociale! Rispondendo ai commenti sarai in contatto con molte persone diverse. Conoscerai nuove e molteplici opinioni, attraverso le quali non potrai che arricchirti.
  • Stimolare la creatività e le idee. E’ espressione di sé! Per scrivere articoli interessanti, dovrai essere creativo e affrontare argomenti sempre nuovi.
  • Aumentare la tua cultura. E’ crescita! Conoscendo cose sempre nuove, amplierai costantemente la tua sfera di conoscenze. Ti informerai, studierai, imparerai tantissimo.
  • Essere meno timido. Dovrai esprimere la tua opinione e metterci del tuo, per scrivere ed affascinare i lettori. Avrai modo di lasciare la tua impronta nel mondo!

 

Come hai appena letto il blog per l’anima nasconde delle belle emozioni che aiutano sicuramente tutta la parte commerciale.

Non è solo un bel blog: è il TUO blog!

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Il segreto della motivazione: l’insegnamento di Alex Zanardi https://www.professioneformatore.it/il-segreto-della-motivazione-linsegnamento-di-alex-zanardi/ https://www.professioneformatore.it/il-segreto-della-motivazione-linsegnamento-di-alex-zanardi/#respond Mon, 26 Jun 2017 16:14:30 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=22910 Alex Zanardi è il più grande esempio contemporaneo di come la motivazione possa portare a grandissimi risultati. Alex rappresenta il più fulgido esempio di individuo che ha letteralmente travalicato i limiti del proprio corpo per arrivare lì dove sembrava impossibile solo immaginare: nel suo caso a risaltare non sono le parole e la retorica ma […]

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Alex Zanardi è il più grande esempio contemporaneo di come la motivazione possa portare a grandissimi risultati. Alex rappresenta il più fulgido esempio di individuo che ha letteralmente travalicato i limiti del proprio corpo per arrivare lì dove sembrava impossibile solo immaginare: nel suo caso a risaltare non sono le parole e la retorica ma i fatti e le azioni concrete, che l’hanno portato a reinventarsi e a riscoprire se stesso.

Come ci è riuscito?

La risposta è semplice: con la propria motivazione.

Emozione e motivazione

Il concetto stesso di motivazione è strettamente legato a quello di emozioni; laddove l’emozione rappresenta una prima reazione ad un qualcosa che ci succede, la motivazione è quel passo successivo e necessario, quel vedersi-in-azione che implica la voglia e il desiderio di mettersi in gioco.
Non esiste motivazione senza una forte emozione alla base: se l’essere umano non è spinto a fare qualcosa, difficilmente si muoverà.
La particolarità nel caso di Alex Zanardi è che questo filo rosso che lega le emozioni e le motivazioni si è bruscamente interrotto; dal tragico incidente che lo coinvolse quel maledetto 15 settembre sul circuito tedesco del Lausitzring, la sua vita non fu più la stessa.

Il superamento di una difficoltà oggettiva come punto di svolta

L’incidente che coinvolse la vettura durante il campionato CART a Dresda fu drammatico: quando mancavano oramai solo tredici giri Alex perse il controllo del proprio veicolo e fu colpito in pieno da un’altra vettura alla massima velocità.
Il prezzo da pagare per rimanere in vita fu per lui altissimo: perdita totale di entrambi gli arti inferiori, rimossi chirurgicamente per salvargli la vita da un’emorragia che lo avrebbe sicuramente portato alla morte.

La sua vita da pilota era indiscutibilmente finita

Dopo un evento così drammatico, nella mente di Alex si fecero largo tutta una serie di emozioni negative: rabbia, disgusto, dispiacere, tristezza, orrore, sconforto.
In un quadro emotivo così desolante non c’era spazio per alcun tipo di motivazione a fare qualsiasi cosa, figurarsi ritornare a competere a livello sportivo.
Eppure Alex ha recentemente vinto la sua quarta medaglia d’oro alle paralimpiadi di Rio 2016 nella categoria paraciclismo su strada alla veneranda età di cinquanta anni.

A questo punto ti starai chiedendo: come ha fatto Alex Zanardi a rialzarsi da una situazione così drammatica?
Come è riuscito a trasformare un punto d’arresto in un punto di svolta significativo?
Come ha ritrovato la motivazione perduta?


Il passo più esaltante: trovare la forza di rialzarsi

Una impresa di questa portata può trovare le sue fondamenta solo nel modo in cui percepisci e interpreti te stesso ed il mondo che ti circonda: l’oggettività drammatica della situazione può rendere la realtà una pillola amara da mandar giù, ma ciò non impedisce di riflettere e di lavorare sulle tue emozioni.
Se vuoi rimodulare il tuo stato emotivo devi prepararti a svolgere un vero e proprio lavoro su te stesso; occorre auto-convincersi e persuadersi di qualcosa che non credevamo possibile.

È necessario dirti: “è questa la mia nuova possibilità”

Alex Zanardi è riuscito in questa impresa
: perdere le gambe potrà averlo reso monco a livello corporeo, ma non ha compromesso la parte più importante: la mente.
Il motore più importante è rimasto intatto. Non avere le gambe significa non poter essere più in grado di gareggiare su un’autovettura, ma non impedisce di potenziare la parte superiore del corpo; ancora, non poter competere in una corsa automobilistica non significa non essere in grado di competere in qualche altro ambito. In questo senso, le limitazioni sono reali solo fino ad un certo punto.
Alex ha interpretato la sua realtà oggettiva cambiando prospettiva e lavorando sulle proprie emozioni ed interpretazioni.
Ed ecco che al disgusto e la rabbia per una data condizione si sostituiscono gioia e piacere per la riscoperta di sé; la tristezza è stata sostituita dalla positività e lo sconforto ha lasciato spazio ad una nuova inaspettata linfa vitale.

In quest’ottica, il passaggio dalla riscoperta di emozioni positive alla motivazione per agire è stato lineare: se rielabori te stesso e la realtà che ti circonda, la strada ti sarà spianata. Come nel caso di Alex.

Zanardi come esempio di vita: da dove ripartire

Il messaggio affascinante che ci lascia quest’incredibile storia è che tutto parte dalla nostra testa: si può fare tutto o non si può fare nulla a seconda di come ci si approccia alla situazione da un punto di vista sia razionale che emotivo.

Sinteticamente, ci sono tre passaggi fondamentali che possiamo dedurre dalla straordinaria vita di Alex Zanardi.

1) Pensa positivo e agisci in positivo

La vera motivazione non viene mai da sé, ma richiede sempre un attento lavoro su se stessi. Un mondo percepito come elemento positivo spinge più facilmente all’azione.

2) Impara a sentire, interpretare, agire

Trovare le motivazioni giuste è sempre un processo non rigidamente sequenziale ma estremamente complesso: impara a gestire e ad affinare questi tre elementi e nulla ti sarà precluso.

3) Raccogli i pezzi.

Non importa quanto una situazione sia ingarbugliata, scoraggiante, complessa o emotivamente probante: c’è sempre spazio per la motivazione per migliorare se stessi e il mondo circostante. Zanardi si è ricostruito e reinventato dal nulla riuscendo a diversificarsi rispetto a prima. È diventato una persona nuova, ma ugualmente di successo.

Ricorda: la motivazione non è qualcosa che va ricercato all’esterno ma bensì all’interno di ognuno di noi: guarda dentro di te e fatti guidare dalla tua mente.

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Pensiero positivo: ecco come sfruttare al meglio la tua aura in 3 semplici passi https://www.professioneformatore.it/pensiero-positivo-ecco-come-sfruttare-al-meglio-la-tua-aura-in-3-semplici-passi/ https://www.professioneformatore.it/pensiero-positivo-ecco-come-sfruttare-al-meglio-la-tua-aura-in-3-semplici-passi/#comments Sat, 10 Jun 2017 13:38:52 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=22906 Ognuno di noi ha un’aura personale che brilla quando siamo al meglio e diventa cupa se siamo malati o depressi. Hai mai notato che alcune persone si portano dietro un pesante grigiore e sembrano essere inseguite dalla nuvola di Fantozzi? Non è un caso. Sei una di quelle persone che spesso pensano “capitano tutte a […]

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Ognuno di noi ha un’aura personale che brilla quando siamo al meglio e diventa cupa se siamo malati o depressi. Hai mai notato che alcune persone si portano dietro un pesante grigiore e sembrano essere inseguite dalla nuvola di Fantozzi? Non è un caso.

Sei una di quelle persone che spesso pensano “capitano tutte a me”? Ecco come eliminare la negatività dalla tua vita in pochi e semplici passi, cambiando la tua aura con il pensiero positivo.

La filosofia dell’aura

Lo sapevi che ogni cosa ha un’aura? Secondo la filosofia tantrica tibetana, l’aura è un campo energetico prodotto dalla vibrazione degli atomi e delle molecole che compongono la materia. Tutto l’universo vibra secondo la sua frequenza in un campo di natura elettromagnetico uniforme, in modo da rimanere in equilibrio col cosmo e creare armonia.

L’aura di ognuno di noi è unica, può essere associata ad un colore e influenzare i nostri comportamenti a seconda delle onde che emaniamo, cioè se esse siano positive o negative. La ricercatrice di fama internazionale di terapie naturali Pattie Pellicciotti, nel suo libro “Iniziazione alla lettura dell’aura”, dichiara che i colori dell’aura, le strutture e i disegni rivelano molte informazioni sullo stato di salute fisico, emotivo, mentale e spirituale, sulle condizioni e sul modo di essere delle persone.

 

Come la nostra aura influenza la nostra vita quotidiana

Perché alcune persone hanno successo? Quando si è in pace con se stessi l’aura risplende, emana vibrazioni positive e attrae altre persone radiose; al contrario una persone infelice e depressa attira verso di sé altro malessere. Perché? La negatività porta a pensare che tutte le cose sfortunate anche le più stupide capitano solo a te. Un soggetto unico, nel male, verso il quale la vita sembra accanirsi. Ma che cos’è la vita in realtà se non un momento? Anche il grande filosofo Seneca la pensava così; divideva infatti la vita in tre momenti:

  1. Il passato, l’unico momento sicuro perché ne conosciamo i contenuti
  2. Il presente, o meglio il “momento breve” perché ci sfugge tra le dita
  3. Il futuro, il momento non sicuro perché non possiamo sapere cosa accadrà

E allora cosa fare? È opportuno sfruttare l’occasione che abbiamo tra le mani nel momento presente, ed essere padroni della nostra stessa vita. Come? Pensando positivo.

 

Perché pensare positivo

Tutti siamo alla ricerca della felicità, ottenerla è facile con il pensiero positivo. Basta seguire pochi e semplici passi:

  1. Pensa che le cose negative non sono altro che piccoli ostacoli da superare per realizzarti

Ogni volta che un amico ti ha detto di no, che un datore di lavoro ha scelto un altro collega per un lavoro, che una porta ti è stata sbattuta in faccia, sei diventato più forte, perché hai trovato da solo la soluzione al problema. Ogni ostacolo superato è una piccola vittoria e una crescita interiore che ti aiuterà a osservare la vita con nuovi occhi. Ti sarà capitato nella vita che un vecchio problema, una volta insormontabile, ti appaia adesso di facile soluzione? Sicuramente dall’episodio hai imparato qualcosa. Ecco la nota positiva da guardare

  1. Le persone che ami sono il bene più prezioso della vita

Vale sempre la pena di vivere ed essere felici per le persone che sono intorno a te e che ti vogliono bene. Perché guardare sempre tutto nero, quando hai qualcuno al tuo fianco che ti ama e ti sostiene? È per questo che bisogna lottare ogni giorno ed essere positivi, apprezzando le piccole cose belle della vita.

  1. Circondati di persone positive.

Quando pensi che tutto vada storto, il supporto e l’aiuto di una persona positiva è sicuramente importante per affrontare al meglio le difficoltà incontrate. Un punto di vista diverso dal tuo, può aprirti gli occhi verso nuovi orizzonti e farti capire che, dopo tutto, non è arrivata la fine del mondo e tutto può risolversi al meglio. La verità che non sapevi è che un’aura positiva attira altre persone positive.

Guardare il mondo da un punto di vista positivo, crea un allineamento armonico delle vibrazioni del tuo corpo. La tua aura positiva, limpida, attira benessere e ti offre una via d’uscita dal malumore e dalla rabbia; la sfortuna non esiste, niente accade per caso.

Migliora la tua vita, rendi luminosa la tua aura, pensa positivo!

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Lavoro e tempo libero: perché è importante ritagliare un momento per stare con te stesso https://www.professioneformatore.it/lavoro-e-tempo-libero-perche-e-importante-ritagliare-un-momento-per-stare-con-te-stesso/ https://www.professioneformatore.it/lavoro-e-tempo-libero-perche-e-importante-ritagliare-un-momento-per-stare-con-te-stesso/#respond Thu, 01 Jun 2017 09:08:13 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=22900 Sei molto generoso sul lavoro, metti tutto te stesso nelle attività complementari, e senti al contempo che qualcosa ti manca. Ti è mai capitato di provare questa sensazione? Sempre più persone soffrono di problemi legati allo stress, con forti ricadute sia sul lavoro che sulla vita privata e questo influisce negativamente sullo stato psico-fisico. Come […]

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Sei molto generoso sul lavoro, metti tutto te stesso nelle attività complementari, e senti al contempo che qualcosa ti manca. Ti è mai capitato di provare questa sensazione? Sempre più persone soffrono di problemi legati allo stress, con forti ricadute sia sul lavoro che sulla vita privata e questo influisce negativamente sullo stato psico-fisico. Come porvi rimedio?

Gli assetti lavorativi, familiari e finanziari sono in continuo mutamento. Il mercato del lavoro cambia giorno per giorno, la disoccupazione e il precariato rendono difficile la realizzazione di una realtà familiare solida. Viene così a mancare uno dei mattoni sui quali si edifica una vita serena. Tutto ciò fa si che sempre più persone siano portate ad accettare condizioni occupazionali ai limiti della “normalità”.

Spesso percepiamo i luoghi di lavoro come spazi angusti dove ci si sente sempre più sotto pressione. Ciò contribuisce a creare, insieme a tanti altri fattori, una situazione di stress che influisce negativamente sullo stato psico-fisico oltre che sulla produttività lavorativa.

Esistono professioni più stressanti di altre?

Paolo Campanini, psicologo del lavoro e dottore di ricerca presso l’Università di Milano afferma che le professioni siano tutte uguali da questo punto di vista. Questo perché esistono numerosi altri fattori che possono incrementare lo stress nell’individuo: superiori pedanti, regole troppo rigide, orari prolungati, precariato, mobbing, competizione esasperata sono tutti ingredienti tossici che vanno ad alimentare il pentolone dello stress.

Lo stress da lavoro colpisce più di un quinto dei lavoratori dell’Unione Europea e ben 27% di questi risiede in Italia. Ansia, depressione, aritmia, attacchi di panico sono alcuni dei sintomi legati allo stress, che si ripercuote oltre che in ambito lavorativo nella sfera privata, rendendo ancora più difficili i rapporti interpersonali.

I rischi maggiori li corrono le persone che si identificano maggiormente con il proprio lavoro. Ma, nella fattispecie, cosa significa identificarsi con il proprio lavoro? Torniamo un attimo indietro nel tempo. Nella fase industriale, e in parte anche in quella post-industriale, le persone tendevano ad associare una persona quasi esclusivamente alla sua professione. I ritmi quotidiani erano scanditi dai turni sul posto di lavoro, mentre i momenti di svago erano spesso trascorsi insieme ai colleghi. Alcune aziende cercavano di incentivare i dipendenti a trascorrere tra loro le vacanze estive fornendo convenzioni con agenzie di viaggi per pacchetti di soggiorno convenienti o – in alcuni casi – finanziavano completamente le vacanze dei lavoratori, al fine di migliorare la vita dei lavoratori nel suo complesso. Quest’ultimo caso riguarda maggiormente la classe imprenditoriale nipponica ma non mancano esempi anche in altri paesi, come gli USA. L’identità di una persona era determinata e sorretta dalla sua professione. Basti pensare che fino a 30 anni fa non esisteva un numero così ampio di corsi universitari. Al di là delle principali facoltà, quali possono essere Medicina, Ingegneria, Giurisprudenza e Psicologia, la scelta era piuttosto limitata, rendendo le persone piuttosto rigide per quanto riguarda l’iter professionale, e questo influiva sui propri stili di vita.

Al giorno d’oggi, con la progressiva differenziazione del mondo del lavoro, la realtà professionale è sempre più sfaccettata e non relegata a ruoli sempre uguali. Se a ciò aggiungiamo l’esponenziale moltiplicazione del mercato dell’intrattenimento (cinema, musica, videogames), possiamo constatare che molte persone dedicano sempre più tempo ai propri passatempi personali – che quindi esulano dalla realtà occupazionale – rendendo così una persona ancorata a molteplici interessi. Questo ha contribuito, alla fine del millennio, a un leggero allentamento della presa lavorativa sulla mente delle persone, “liberandole” da ruoli predeterminati e diminuendo lo stress.

Cosa fare allora contro lo stress? Secondo Paolo Campanini, uno dei segreti per allentare la morsa asfissiante della propria professione, è “differenziare il più possibile le proprie attività”, riferendosi quindi proprio a quell’allargamento dei propri interessi che esulano dal mondo del lavoro.

Cambiare per crescere e migliorare

Secondo lo psicologo bisogna infatti cercare di utilizzare il tempo libero per dedicarsi ad altro: hobby, sport, famiglia, volontariato. Prendersi del tempo per sé non è dunque una pratica sbagliata, ma un utile consiglio per riportare equilibrio nella propria sfera psico-fisica. Noterai le ripercussioni positive di questa buona abitudine sia a lavoro – dove sarai più produttivo – che nei rapporti interpersonali.

Lavorare è importante, ma lo è anche divertirsi.

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Gli 8 impensabili benefici del fare domande: le virtù del confronto https://www.professioneformatore.it/gli-8-impensabili-benefici-del-fare-domande-le-virtu-del-confronto/ https://www.professioneformatore.it/gli-8-impensabili-benefici-del-fare-domande-le-virtu-del-confronto/#respond Mon, 22 May 2017 02:00:02 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=22896 Credi davvero che esista una persona con un bagaglio culturale che comprenda tutto lo scibile del sapere umano? Tutti hanno qualcosa da imparare. È stata la curiosità il motore trainante dell’evoluzione umana, dalla preistoria alla società moderna, e lo sarà anche tra mille anni. Il segreto? Confrontarsi.  Il confronto è la chiave dell’evoluzione! Fin dagli […]

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Credi davvero che esista una persona con un bagaglio culturale che comprenda tutto lo scibile del sapere umano?

Tutti hanno qualcosa da imparare. È stata la curiosità il motore trainante dell’evoluzione umana, dalla preistoria alla società moderna, e lo sarà anche tra mille anni. Il segreto? Confrontarsi.

 Il confronto è la chiave dell’evoluzione!

Fin dagli albori del tempo, la razza umana è stata mossa da una innata curiosità nei confronti del mondo circostante. Dalla ruota al fuoco, dalla macchina da scrivere ai tablet, dall’automobile all’aeroplano con motore a reazione: dall’invenzione più elementare alla più complessa, è stata sempre la curiosità, il fascino dell’ignoto e soprattutto il confronto con gli altri a portare l’uomo a concepire le più importanti scoperte della storia.

Non si tratta solo della creatività e dell’arguzia intellettuale del singolo: la chiave del successo è il confronto. Certo l’idea geniale della Mela di Newton può arrivare più facilmente se hai la mente affinata, se capiti nel posto giusto al momento giusto o se sei nato sotto la stella del talento intellettuale. Tuttavia non credere che i più grandi scienziati della storia abbiano fatto tutto da soli: menti come quelle di Einstein, Tesla, Galileo Galilei e Leonardo Da Vinci di certo hanno arricchito la propria conoscenza confrontandosi con i propri pari, con talenti provenienti da altre discipline e, perché no, anche con persone senza alcun talento particolare.

Forse non ci crederai: interrogare gli altri e in particolare porre delle domande, è il più importante generatore di conoscenza che esista.

Perché questo accade? Perché è importante fare domande?

  1. Facendo domande apprendiamo di più su tutto ciò che ci circonda

Basta che pensiamo per un attimo a un bambino. Il suo processo di crescita avviene per apprendimento e la maggior parte delle cose che assorbe deriva dalle risposte che i genitori gli danno. “Mamma, perché non posso bere il caffè?” oppure “Papà perché non sei a casa con la mamma la mattina?”. Sono solo alcune delle domande che ti pone tuo figlio per affacciarsi sul mondo in cui vive. Questo vale per la mente più acerba come per quella più sviluppata. Pensa agli scienziati che lavorano in laboratorio su ricerche ambiziose: canalizzano i loro sforzi operando in team e integrano le proprie competenze con quelle degli altri per avere una visione di insieme.

 

  1. Interagire con gli altri aiuta i rapporti sociali

Può sembrarti banale: le persone che sono intimorite dal rapportarsi agli altri hanno più difficoltà ad andare avanti nella vita. Chi socializza, chi cerca aiuto e chi si fida degli altri ha più strade da percorrere. Questo vale in qualsiasi occasione, specialmente in lavorativo. Quale migliore occasione di porre una domanda ad uno sconosciuto può aiutarti a socializzare?

 

  1. Più chiediamo, più strade si apriranno

Spesso, soprattutto con l’avanzare dell’età, tendiamo a focalizzarci su alcuni procedimenti, ad esempio in ambito lavorativo, che possono risultare inefficaci nel tempo. Chiedere consiglio a colleghi, anche se più giovani, può darci una visione su un campo che prima ci risultava quasi sconosciuto e potremmo imparare a districarci meglio in più situazioni.

 

  1. Fare domande arricchisce te e chi ti sta intorno

Gli psicologi concordano sul fatto che l’apprendimento non è mai un processo unilaterale in cui un soggetto A trasmette della conoscenza a un soggetto B. Il vero apprendimento è un processo bilaterale e la conoscenza è il risultato di una interazione tra più soggetti, che sviluppa un flusso di conoscenza che ricade su tutti i soggetti coinvolti, anche su chi risponde.

 

  1. Fare domande aiuta a fare domande

Il gioco di parole sta a indicare che, quando abbiamo bisogno di qualcosa, allenandoci a chiederla impareremo a ripetere e a migliorare questa operazione in futuro, per ottenere risposte sempre più precise e attinenti al nostro problema e quindi impareremo a risolverlo al meglio.

 

  1. Le domande aprono la mente

Il cervello, ogni volta che viene sollecitato su un argomento che conosce poco, apre un nuovo sentiero cognitivo. Cerca insomma di attrezzarsi per far fronte a un argomento che conosce poco. Fare domande ti aiuta a sviluppare nuovi sentieri cognitivi e con questo si aprono nuove opportunità e nuove capacità di problem solving.

 

  1. Le domande generano felicità

Conoscere i problemi che hai, confrontandoti con gli altri, può aiutarti a risolverli. Chi non sarebbe felice se trovasse, anche nella persona dalla quale non si aspetterebbe alcun aiuto, la soluzione a tutti i suoi mali? Spesso la soluzione è dietro l’angolo e basta poco – ad esempio una domanda – per trovarla.

 

  1. Il potere definitivo della domanda

Qual è in realtà il potere definitivo del chiedere qualcosa? La conoscenza naturalmente. La conoscenza al giorno d’oggi è tutto. Sapere significa poter fare. Più sai e più strade si aprono davanti ai tuoi occhi. Questo vale per il lavoro, per le relazioni di coppia, per le amicizie e per la vita in generale. D’altra parte sapere è potere e tale bagaglio di conoscenze si raggiunge principalmente grazie alle domande.

 

Chiedi sempre e comunque

Alla luce di quanto detto cerca, ogni volta che non sai qualcosa, o semplicemente vuoi ricevere maggiori chiarimenti, di fare domande. Non occorre necessariamente che sia qualcuno che ne sa più di te: alle volte ci aiuta anche conoscere il semplice parere degli altri, anche se questi altri non sono luminari in materia. Non essere timido quindi, ma osa, anzi: domanda.

 

 

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