Business | Professione Formatore https://www.professioneformatore.it Risorse per formatori e coach eccellenti Fri, 11 Mar 2022 09:58:17 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.7.12 Il fascino pericoloso della Formazione (e del Coaching) https://www.professioneformatore.it/il-fascino-pericoloso-della-formazione-e-del-coaching/ https://www.professioneformatore.it/il-fascino-pericoloso-della-formazione-e-del-coaching/#respond Wed, 02 Feb 2022 09:20:40 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=23207 My friend, qui Max Formisano.   Nell’ultimo decennio, è indubbio che il fascino del coaching abbia attirato migliaia di persone desiderose di imparare questa professione di supporto per singoli o team. Invece la formazione, che ha avuto il suo picco molti anni fa, nel nostro paese ha un’età consolidata di oltre mezzo secolo (mi riferisco […]

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My friend, qui Max Formisano.

 

Nell’ultimo decennio, è indubbio che il fascino del coaching abbia attirato migliaia di persone desiderose di imparare questa professione di supporto per singoli o team.

Invece la formazione, che ha avuto il suo picco molti anni fa, nel nostro paese ha un’età consolidata di oltre mezzo secolo (mi riferisco a quella manageriale).

Ma questo non significa che non sia, ancora oggi, uno degli strumenti principali di crescita delle aziende e delle persone.

 

La domanda che mi pongo è: a fronte di questo crescente offerta di “professionisti” del coaching, la domanda del mercato è cresciuta di conseguenza?

Lavorando da venti anni in questo mondo, credo di avere non solo il polso del mercato ma anche una fitta rete di amici e colleghi con cui scambio spesso informazioni.

 

E la risposta è: no!

 

Moltissimi autoproclamatisi coach, non hanno clienti a sufficienza per “campare” solo della professione. E non solo perché alcuni non sono davvero professionisti ma improvvisati, mestieranti, ma anche perché in un mercato abbastanza maturo (le prime scuole per coach risalgono a più 15-20 anni fa), senza strumenti di marketing sono pochi quelli capaci di fare strada.

Dunque, abbiamo un’anomalia di un mercato con un’offerta più “matura” della domanda (quando una persona è “bloccata” in qualche aspetto della sua vita, la prima cosa che gli viene in mente non è certo “ho proprio bisogno di un coach!”).

 

Altra domanda che richiede risposta, secondo me, è a che cosa si debba quest’attrazione per la professione.

Beh io ho una risposta più pragmatica rispetto all’improvvisa scoperta da parte di migliaia di persone del fatto che la loro missione consista proprio nell’aiutare gli altri!

 

  • Primo: il supportare le persone nella loro evoluzione esercita una sorta di fascino misterioso che ci fa sentire meglio, ci dona più potere personale.
    In altri termini: aiutando qualcuno, aiuto anche me stesso a sentirmi meglio.
  • Secondo: l’organizzazione di un corso di formazione viene percepita come un’attività molto più impegnativa rispetto a trovare uno o più clienti di coaching.
    Che si tratti di formazione aperta al pubblico pagante o formazione aziendale, l’asticella sembra essere molto più alta rispetto al procacciarsi singoli clienti.

 

Lungi da me l’idea di paragonare professioni così diverse (formatore e coach), ci sono degli assiomi che mi hanno sempre supportato nella formazione e nel coaching e che vorrei condividere con chi ha voglia di rimboccarsi le maniche per avere risultati di un certo livello

 

  1. Chi sa usare a livello professionale il marketing (il che non significa solo fare una paginetta in cui si regala qualcosa…), avrà sempre un vero business e non qualche cliente ogni tanto
  2. Chi sa come distinguersi realmente dai competitors (il che non significa trovare uno slogan creativo o ricorrere a prezzi stracciati), avrà sempre un vantaggio competitivo a supporto del proprio business
  3. Chi fa il proprio lavoro a livello eccellente, cioè in maniera di gran lunga superiore ai competitors, sarà sempre aiutato dal passaparola (che però, salvo eccezioni, non è più sufficiente, come era una volta, a costruire e mantenere in piedi un business).

 

Se sei un formatore a 360°, o se sei un coach, che tu lo voglia o no,

dovrai capire e accettare i seguenti principi.

 

  • Se userai a livello professionale il marketing, avrai un vero business e non qualche cliente ogni tanto.
  • Se saprai come distinguerti realmente dai competitors, avrai sempre un vantaggio competitivo a supporto del tuo business.
  • Se farai il tuo lavoro a livello eccellente, cioè in maniera di gran lunga superiore ai competitors, sarai sempre aiutato dal passaparola.

 

Devi riflettere su questo concetto: se il marketing fosse qualcosa di facile o intuitivo, tutti avrebbero successo.

Invece è qualcosa che dovrebbe essere studiato e approfondito con la giusta attenzione e il giusto tempo, per avere possibilità di spiccare mercati competitivi come quelli della formazione e del coaching.

 

L’errore forse più comune di coach e formatori che entrano nel mondo del lavoro è quello di voler prendere la fascia più ampia possibile di mercato.

Invece, il modo corretto è il contrario: restringi il più possibile (ma senza esagerare) il tuo target ideale, che ti considererà uno specialista e ti preferirà ai generalisti (approfondirò questo tema quando parlerò di nicchia e posizionamento).

 

Nella formazione: ormai basta un sito per proclamarsi esperti di team building e leadership senza mai aver avuto uno straccio di collaboratore!

Ma anche di gestione del tempo, di relazioni efficaci, di creatività, di public speaking, di vendita, intelligenza emotiva e così via.

Invece, il modo corretto è il contrario: costruisci un business su una sola specializzazione e quando raggiungi solide fondamenta (e così il tuo brand), puoi pensare di affiancare un altro tema a quello originario (e così via, lo consolidi nel tempo e poi puoi aggiungere qualcos’altro).

                                   

Nel coaching: sono stufo di vedere ragazzetti con la bocca ancora sporca del latte della mamma, che entrano nel mercato proclamandosi, life, sport e anche business coach, senza mai aver messo piede in una vera azienda.

Con un occhio alle richieste del mercato, fai quello che sai fare, preferendo sempre ciò che rispecchia i tuoi talenti, le tue passioni e le tue competenze.

E questo vale anche per la formazione.

 

My friend, alla prossima!
Max Formisano.

 

 

PS: se vuoi buttarti a capofitto nello studio di queste discipline sotto la mia guida (sono anche conosciuto come “il Formatore dei Formatori”), e vuoi diventare un formatore o un coach, distinguendoti da tutti gli altri e puntando solo all’eccellenza, allora scopri il mio ultimo corso Trainer Legend:

 

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Guadagnare viaggiando: ecco i segreti dei 4 travel blogger più famosi https://www.professioneformatore.it/guadagnare-viaggiando-ecco-i-segreti-dei-4-travel-blogger-piu-famosi/ https://www.professioneformatore.it/guadagnare-viaggiando-ecco-i-segreti-dei-4-travel-blogger-piu-famosi/#respond Sun, 09 Jul 2017 23:26:37 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=22913 Se non sei già un nomade digitale, ti sarà senz’altro capitato di sognare di poter abbandonare il lavoro d’ufficio e riuscire a guadagnare viaggiando. Lavorare girando il mondo e gestire il proprio tempo in totale autonomia è quanto possono permettersi oggi molti professionisti del web. Giornalista freelance, web designer, photo editor, insegnante o interprete in […]

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Se non sei già un nomade digitale, ti sarà senz’altro capitato di sognare di poter abbandonare il lavoro d’ufficio e riuscire a guadagnare viaggiando.

Lavorare girando il mondo e gestire il proprio tempo in totale autonomia è quanto possono permettersi oggi molti professionisti del web.

Giornalista freelance, web designer, photo editor, insegnante o interprete in rete, sono solo alcune delle professioni che possono essere svolte potendo cambiare a proprio piacimento la postazione di lavoro.

Tra queste, una delle più invidiate è senza dubbio quella del travel blogger: non solo ha la possibilità di spostarsi ogni volta che ne ha voglia, ma è il viaggio stesso la risorsa principe del suo lavoro.

Se anche tu vorresti diventare un blogger di viaggi, allora ti potranno interessare i consigli di Matthew, Ana Silva, Erin e Sankara, quattro tra i travel blogger più popolari in rete.

Ecco i consigli dei 4 blogger di viaggio più famosi:

 

1) Matthew Karsten: “Il lavoro del travel blogger non è così facile come sembra. Ci ho messo anni prima di imparare”

 

Matthew Karsten è il fondatore di Expert Vagabond. Ha scritto il primo post circa sei anni fa e da allora non ha mai smesso di raccontare i suoi viaggi, riscuotendo sempre maggiore successo.

Fotografo esperto, Matthew ha viaggiato in ogni continente, spostandosi dalle mete più popolari a quelle più ricercate.

Nella sua guida “Come fondare un blog di viaggi” ti suggerisce di cominciare subito acquistando il dominio del tuo sito, anche se non hai grandi competenze nella gestione di un blog. Imparerai strada facendo: l’importante è che tu sia costante e determinato.

Prima però valuta attentamente la scelta del nome. Dovrà essere breve e soprattutto facile da ricordare. Evita trattini, numeri e parole abusate.

Sarà poi necessaria un’ attenta programmazione dei post da pubblicare, sempre accompagnati da fotografie inedite e accattivanti.

Infine, stai attento a non scoraggiarti se il tuo blog tarderà a raggiungere il successo: anche quello di Matthew ha impiegato anni prima di cominciare a decollare.

 

2) Ana Silva O’Reilly: “Ritengo sia l’organizzazione uno degli aspetti più importanti del mio lavoro”

 

Portoghese espatriata nella campagna inglese, Ana Silva O’Reilly ha cominciato la carriera di travel blogger nel 2011. Il suo sito, O Around The World, vanta oggi numeri da capogiro: circa 45.000 visualizzazioni di pagina e 29.000 visitatori unici ogni mese. Inoltre è seguito sui principali social network da più di 60.000 utenti.

Ana Silva racconta viaggi “di lusso”. Ovunque vada, dalle città del Sudafrica insieme alle amiche alle coste californiane in dolce compagnia, alloggia sempre in alberghi a cinque stelle e predilige itinerari esclusivi.

Non fornisce suggerimenti su come gestire un travel blog, ma utili consigli per viaggiare in prima classe e alloggiare in alberghi lussuosi, senza spendere eccessivamente.

Secondo la blogger portoghese è importante che tu sia sempre organizzato: prenota con largo anticipo i biglietti aerei, rinuncia ai viaggi nel mese di agosto, quando ti è possibile spostati noleggiando una macchina, evita di consumare i pasti fuori dall’albergo e cerca di non rimanere mai senza connessione.

 

3) Erin Bender: “Il nostro costo della vita si è ridotto del 65% rispetto a quando vivevamo in Australia”

 

Erin Bender, mamma australiana di due bambini, è l’ideatrice del sito Travel with Bender. Vive come nomade digitale, con marito e figli, da circa quattro anni. Ha cominciato a viaggiare quando i bambini avevano solamente 2 e 3 anno e fino ad oggi è riuscita a visitato più di 60 paesi. Ha inoltre più che dimezzato le spese quotidiane rispetto a quando viveva in Australia, potendosi quindi permettere di lavorare e guadagnare meno.

Erin e la sua famiglia vivevano inizialmente grazie alla rendita dell’affitto del loro appartamento. Confessa quindi di essere stata fortunata ad aver avuto la possibilità di vivere la vita dei suoi sogni senza doversi preoccupare di cominciare a guadagnare subito con il suo blog. Allo stesso tempo, riconosce di essere stata anche molto coraggiosa.

Ecco il grande insegnamento che arriva dalla sua storia: se anche tu hai la possibilità di partire subito, fallo senza pensarci due volte.

 

4) Sankara Subramanian: “Non pensare alla destinazione, ma lasciati guidare dalle tue passioni”

 

Sankara è uno dei travel blogger indiani più conosciuti, intervistato dai principali giornali e tv del suo paese.

La sua peculiarità è quella di viaggiare quasi esclusivamente in bicicletta. Sul suo blog, Be on the road, spiega come mangiare e spostarsi spendendo poco. Racconta soprattutto l’India, con particolare attenzione alla cucina e alle tradizioni dei suoi abitanti.

Il consiglio che puoi trovare è quello di lasciare che siano i tuoi interessi a guidare i tuoi viaggi. Solo così potrai raccontarli incantando davvero il lettore.

La storia di Sankara ci insegna inoltre che puoi compiere un grande viaggio a prescindere da quanto spendi: sono le esperienze e le persone che incontri lungo il tuo cammino la vera ricchezza di questa professione.

 

Sei pronto ad aprire il tuo blog e preparare la valigia? Il tuo prossimo viaggio potrebbe diventare una grande opportunità professionale!

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5 consigli utili per iniziare una campagna pubblicitaria di successo sui principali social network https://www.professioneformatore.it/5-consigli-utili-per-iniziare-una-campagna-pubblicitaria-di-successo-sui-principali-social-network/ https://www.professioneformatore.it/5-consigli-utili-per-iniziare-una-campagna-pubblicitaria-di-successo-sui-principali-social-network/#respond Sat, 13 May 2017 01:33:43 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=22865 Qualunque obiettivo tu voglia raggiungere e qualunque sia il tuo scopo, professionale o semplicemente amatoriale, questi brevi passaggi ti aiuteranno ad ottenere facilmente visibilità sui social, facendoti distinguere dal groviglio che imperversa sul web 2.0. I social rappresentano delle vere e proprie community online e – se è vero che il loro utilizzo è libero […]

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Qualunque obiettivo tu voglia raggiungere e qualunque sia il tuo scopo, professionale o semplicemente amatoriale, questi brevi passaggi ti aiuteranno ad ottenere facilmente visibilità sui social, facendoti distinguere dal groviglio che imperversa sul web 2.0.

I social rappresentano delle vere e proprie community online e – se è vero che il loro utilizzo è libero per chiunque – non tutti riescono a farsi notare. Ecco cinque consigli utili che ti aiuteranno ad aumentare il tuo successo.


  1. Stabilisci il tuo target

È importante che tu conosca e riconosca come tuo il pubblico a cui ti riferisci.

Il target si può individuare grazie ad una suddivisione degli utenti in base a fattori come l’età, il sesso, gli interessi, i comportamenti, la professione, lo stato sociale. In questo modo conoscerai alla perfezione il destinatario dei tuoi contenuti con tutte le sue caratteristiche, imperfezioni e paure.

Una volta stabilito il tuo target sarà più semplice per te trovare gli argomenti più convincenti per stimolare il tuo pubblico virtuale o colpire nel segno se hai un’attività commerciale e vuoi vendere il tuo prodotto o servizio.

Vuoi scrivere ad esempio di moda? Il tuo target di riferimento consisterà in appassionati del fashion o professionisti che lavorano nel settore.

Se invece sei un’azienda e vuoi promuovere un nuovo prodotto, ti devi porre due semplici domande:

  • Chi è il potenziale destinatario del prodotto?
  • Come posso avvicinarmi a lui?

È importante che tu riesca a trovare delle affinità tra te e l’utente/consumatore.

 

  1. Individua i social media trend del momento, ma resta sempre te stesso

Moltissimi operatori autorevoli del web, come Forbes, si divertono a stilare classifiche su quelle che saranno le tendenze del futuro sui social. Nel 2015 si diceva che il nuovo trend consisteva nel puntare ancora di più su contenuti video e immagini. Il trend in effetti è stato seguito, tanto che il video ormai è diventato il modo più usato sui social per veicolare contenuti. Si pensi al real time, ed all’uso ormai sfrenato delle dirette su Facebook.

Fondamentale è infatti calibrare e misurare l’utilizzo dei trend per non correre il rischio di sembrare banali e poco creativi.

Del resto, è bene prendere queste classifiche come pillole preziose di saggezza ma al tempo stesso essere pionieri di nuovi trend. Chi arriva per primo sa farsi meglio ricordare ed imprimere il proprio marchio nell’immaginario collettivo.

 

  1. Differenzia i vari profili social

Non postare lo stesso contenuto in maniera identica su social network differenti!

Ad esempio, hai scelto Facebook come social principale dove pubblicare i tuoi contenuti social e poi hai deciso di connetterlo a Twitter in modo da condividere senza sforzo anche qui quei contenuti, direttamente da FB.

Il rischio di un’azione del genere è che, se è vero che alcuni utenti Twitter potrebbero apprezzare comunque i tuoi contenuti, non hai costruito alcuna relazione di affinità o di connessione con la community, in quanto gli utenti Twitter si sentiranno da te poco coinvolti.

Ed è per questo motivo che devi puntare invece su una strategia diversificata, in quanto ogni social è di per sé differente da un altro e, dunque, nonostante il messaggio comunicativo sia simile, necessita di un approccio diverso, dettagli compresi.

 

  1. Apri le orecchie. Le persone sono una risorsa fondamentale

Nel 2016 Snapchat ha superato i 100 milioni di utenti e secondo il sito ufficiale dell’azienda è diventato il modo migliore per raggiungere utenti che abbracciano un target d’età che va dai 13 ai 34 anni.

Ciò è avvenuto perché, se è vero che Snapchat funziona con il meccanismo di condividere foto o video che poi si “cancellano” (da molti prima infatti visto come il punto di debolezza), è vero anche che permette di raccontare tramite delle storie visibili per un periodo limitato, ad esempio i retroscena di un concerto, di un backstage di una sfilata esclusiva o semplicemente di far vivere ad altri la tua di storia.

Crea dunque una forte connessione emotiva tra gli utenti che, tramite la “storia” resa visibile da te si avvicinano a quei luoghi e a quelle emozioni più di quanto faccia ogni altro social. Questo semplice esempio, ci aiuta a comprendere come non bisogni sottovalutare il potenziale di ciascun social network e inoltre, come sia utile ascoltare le opinioni di tutti, anche quella dei più piccini.

 

  1. Individua gli influencer e collabora con loro

Si definiscono influencer quegli individui che nel proprio campo/settore di riferimento sono in grado di affermarsi agli occhi degli altri come esperti e che, pertanto, vengono seguiti da migliaia di persone. Per diventare un influencer è necessario questo, non essere un professionista. Il termine, infatti, suggerisce che si tratti di un utente molto influente in rete, cioè un utente molto seguito, condiviso, retwittato ed in grado da solo di dettare delle tendenze o generare convinzioni negli altri.

Che tipo di pubblicità che potresti ricevere se qualcuno di loro parlasse di te?

Basta riflettere sul fatto che un semplice commento positivo da parte di un Influencer sul tuo profilo Facebook può fare andare in tilt la tua bacheca.

Dunque, essi rappresentano un efficacissimo trampolino di lancio per chi vuole ottenere visibilità sul web per qualsiasi ragione e una potentissima arma di marketing per le aziende, in quanto equivalgono ad una fruttuosa miniera d’oro in termini economici.

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3 Ingredienti magici per il successo della tua azienda: il caso Airbnb https://www.professioneformatore.it/3-ingredienti-magici-per-il-successo-della-tua-azienda-il-caso-airbnb/ https://www.professioneformatore.it/3-ingredienti-magici-per-il-successo-della-tua-azienda-il-caso-airbnb/#respond Thu, 15 Sep 2016 05:00:17 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=22696 Conosci i servizi di Airbnb? Airbnb è un portale che mette in contatto domanda – chi cerca camera, appartamento, o villa per un breve/medio periodo – ed offerta, solitamente di privati, il tutto ad un prezzo decisamente competitivo. La storia Airbnb nasce a San Francisco nel 2007, dalla mente di Joe Gebbia e Brian Chesky, […]

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Conosci i servizi di Airbnb?

Airbnb è un portale che mette in contatto domanda – chi cerca camera, appartamento, o villa per un breve/medio periodo – ed offerta, solitamente di privati, il tutto ad un prezzo decisamente competitivo.

La storia

Airbnb nasce a San Francisco nel 2007, dalla mente di Joe Gebbia e Brian Chesky, due compagni di stanza neo-laureati che rischiano di perdere il loro appartamento quando ricevono un considerevole aumento di affitto.

Decidono così che la soluzione perfetta è affittare ad estranei gli spazi non utilizzati del loro appartamento offrendo loro un letto gonfiabile. Per trovare i nuovi ospiti pubblicizzano la loro offerta su un sito creato da loro stessi, pubblicando anche le fotografie dei letti gonfiabili (ecco il nome Air).

Inizia così l’avventura di Airbnb.

I due amici si avvalgono della collaborazione del programmatore Nathan Blecharczyk. Negli anni, l’idea di affittare una parte della propria casa (o l’intero appartamento) tramite un sito, in modo facile e veloce piace sempre a più persone.

Vuoi conoscere quali sono gli ingredienti magici per condurre la tua azienda al successo?

Ecco a te i 3 ingredienti magici per il successo della tua azienda:

1) Sharing Economy

È l’idea di fondo alla quale si sono ispirati, un modello economico fondato su un insieme di pratiche di scambio e condivisione che si propone, in questo caso, come alternativo al classico sistema per trovare alloggio.

La capacità non utilizzata degli spazi abitativi si è rivelata una possibilità incredibile che ha consentito ad ogni utente e ad ogni tipo di nucleo familiare di trovare la soluzione più adatta alle sue esigenze.

Dal giovane single che vuole condividere le spese della casa, ad adulti che hanno una camera a disposizione magari appartenuta a un figlio ormai cresciuto, da proprietà suggestive come castelli o case sugli alberi, a persone che hanno soltanto un divano da poter offrire.

Il sistema in cui il sito è inquadrato è quello di uno stile di vita collaborativo, dov’è possibile condividere un proprio spazio con il resto del mondo. Ne consegue la possibilità di un’esperienza unica per entrambi i partecipanti. Questo ha contribuito a rendere Airbnb con i suoi 30 milioni di dollari una delle imprese con la maggior valorizzazione nel giro di pochissimi anni.

Ti basti pensare che Hilton, gruppo alberghiero nato 90 anni prima, è valutato intorno ai 22 miliardi. In due anni la start up di San Francisco è diventata la più grande catena alberghiera mondiale senza possedere neppure una stanza.

2) Platfirm      

Airbnb non ha la proprietà di nessuna casa per le vacanze, di nessun appartamento o camera in città, eppure è la più grande catena alberghiera. Qualche tempo fa, alla notizia che Marriot avrebbe aumentato la sua offerta con 30 mila camere il CEO di Airbnb ha risposto che loro le avrebbero aggiunte nelle prossime due settimane.

Questo è l’esempio lampante di un fenomeno già presente e che cambierà ancora di più la maniera di fare business: l’azienda-piattaforma –termine italiano di platfirm– rappresenta un nuovo modello di business che usa la tecnologia per connettere persone, organizzazioni e risorse in un ecosistema interattivo in cui possono essere create e scambiate enormi quantità di valore; una collaborazione tra le varie parti in cui gli utenti contribuiscono.

Ecco una delle chiavi del successo di Airbnb: realizzare un ecosistema a cui appartengono proprietari, viaggiatori e la stessa azienda, dando così il via a un business miliardario.

Non è detto che la tua azienda debba per forza arrivare a diventare piattaforma. Deve però fare i conti con le piattaforme, offrendo loro servizi che si inseriscano in un ecosistema.

Questa trasformazione è indispensabile perché diversamente correrai il rischio che arrivino competitor a prendersi il tuo business, se non hai la capacità di cogliere il cambiamento e cavalcarlo corri il rischio di perdere il tuo mercato. È fondamentale imparare dal futuro e imparare dagli utenti.

Senza feedback la piattaforma muore, il valore non è dato dal numero di iscritti ma dal flusso di feedback che hai.

3) Content Marketing

Per rendere il suo servizio ancora più unico Airbnb si è mossa nell’offerta di molteplici tipologie di contenuti fatti esclusivamente per gli utenti e potenziali clienti.

Secondo Brian Chesky uno dei cofondatori di Airbnb, utilizzando il servizio non si sta acquistando una stanza, ma si sta ricevendo un senso di appartenenza alla community e il desiderio di comunità ed appartenenza dell’utente sembra proprio essere una delle chiavi del successo di Airbnb.

Sono quasi sempre dei contenuti di marca, che raccontano l’identità e i valori fondamentali del brand, ma soprattutto le stesse storie dei fruitori del servizio che diventano membri di una community sempre più vasta.

Ogni tipologia di contenuto ideato è stato progettato proprio con l’obiettivo di creare legame e appartenenza tra gli utenti.

Il Content Marketing è uno degli strumenti di marketing più potenti a disposizione dei brand e che permette loro di soddisfare sei requisiti importanti per qualunque azienda operante nell’online:

  • farsi conoscere
  • fare traffico
  • trasmettere fiducia e bontà nel prodotto/servizio
  • vendere
  • fidelizzare, creare appartenenza e passaparola
  • crescere e vendere sempre più

Airbnb è riuscita con i suoi contenuti a raggiungere tutti questi obiettivi.

Ogni contenuto realizzato è localizzato nelle varie lingue e ogni paese dispone di un dominio geo-targetizzato per il sito.

Airbnb è anche attenta alla SEO: buona parte del Content Marketing di Airbnb è già SEO friendly e contribuisce da un lato ad aumentare il traffico organico di query informative (se cerchiamo “quartieri Londra” su Google al primo posto troviamo la “guida dei quartieri di Londra di Airbnb”), dall’altro contribuisce ad aumentare il traffico organico delle query commerciali, grazie all’acquisizione di links, spesso spontanei, dovuti alla produzione e condivisione di contenuti realmente eccezionali e di utilità per tutti.

Airbnb ha agevolato un cambiamento già in atto nei viaggiatori, che sono sempre di più alla ricerca di esperienze nuove, spesso lontane dalle consuete rotte del turismo tradizionale. Le persone vogliono immergersi nella realtà locali, nella vita dei piccoli quartieri o dei borghi più caratteristici.

Nulla è lasciato al caso, tutto è eseguito con professionalità ed al centro del concept non c’è Airbnb ma gli stessi utenti-fruitori del servizio.

Airbnb è il miglior esempio di come il giusto mix di questi tre ingredienti potrà portare la tua azienda al successo.

 

 

 

 

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La strategia del samurai: guida assoluta per raggiungere la grandezza nella vita! https://www.professioneformatore.it/la-strategia-del-samurai-guida-assoluta-per-raggiungere-la-grandezza-nella-vita/ https://www.professioneformatore.it/la-strategia-del-samurai-guida-assoluta-per-raggiungere-la-grandezza-nella-vita/#respond Mon, 12 Sep 2016 05:00:28 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=22673 Hai sempre desiderato raggiungere la grandezza nel management, ed in generale nella vita? Lo sapevi che il campo del management e del marketing applicano in realtà le stesse regole della guerra? Ad esempio, “L’arte della guerra” di Sun Tsu è stato trasformato in un ottimo manuale di marketing e management. Sempre di più le persone che […]

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Hai sempre desiderato raggiungere la grandezza nel management, ed in generale nella vita?

Lo sapevi che il campo del management e del marketing applicano in realtà le stesse regole della guerra?

Ad esempio, “L’arte della guerra” di Sun Tsu è stato trasformato in un ottimo manuale di marketing e management.

Sempre di più le persone che fanno parte del settore sono alla ricerca di questi vecchi saggi per rifarsi al loro pernsiero ed insegnamenti: esperti di lotta, guerra o tecniche di combattimento in modo da trarne nuovi punti di forza per il proprio lavoro al fine di tramutarli in guide come quello che vado ad esaminare oggi.

Ebbene La strategia del samurai si colloca sicuramente sulla vetta di questo tipo di guide, adatto sia nel campo del marketing che del management, certamente si rivela come indispensabile guida per la tua sfera privata dove grazie ai suoi suggerimenti potrai vivere al meglio le esperienze giornaliere che ti si pongono dinanzi!

Sarà di vitale importanza per la tua crescita, sia professionale che personale, una guida per raggiungere la tua grandezza!

52 pillole per raggiungere la grandezza

Il libro è composto da 52 pillole di saggezza scritte dal grandioso maestro Musashi che nel 1643 ha sintetizzato in questi aforismi tutto ciò che aveva appreso durante la sua incredibile vita.

Al suo interno puoi trovare, tecniche essenziali di zen, linee guida per la meditazione, definizione degli obiettivi personali e l’ideazione delle strategie per realizzarli.

Insomma, come dicevo, un vero manualetto, completo e veloce per te che vuoi avere successo in modo semplice!

In più l’autore ti regala anche dei facili trucchetti per vincere le tue battaglie di tutti i giorni.

Musashi, il guerriero vincente, il santo della spada, padrone della sua mente, del suo corpo e del suo spirito, ti mostrerà l’arte di vincere, dello sconfiggere l’avversario.

Ciò che ha di speciale questo libro è la favolosa opportunità di applicare questi suoi magici insegnamenti anche alla vita di tutti i giorni.

Le strategie per migliorare la tua vita

Pensa come sarebbe più semplice la tua vita, se ogni giorno tu potessi avere dei semplici metodi, delle strategie, un vademecum da seguire che ti permetterà di uscire vittorioso da ogni situazione, privata o professionale: management, marketing, relazioni private e professionali!

La vita che vivi ogni giorno semplificata dalle strategie del maestro Musashi.

Gli insegnamenti del maestro

Mushi ti mostra che la vita è una lotta continua,  una lotta che tu puoi vincere.

Tu puoi eccellere nella vita!

Con i suoi insegnamenti pragmatici potrai imparare a sconfiggere gli avversari nel lavoro negli affari e nella vita privata!

L’autore dietro l’autore

Come dicevamo i grandi uomini di affari sempre di più si stanno dedicando a questa tecnica di ritrovare nei grandi saggi gli insegnamenti utili per la vita e per il lavoro ed infatti “La strategia del samurai” è la reinterpretazione ad uso dei menager del grandioso “Libro dei 5 anelli” di Musashi.

Il libro è reinterpretato in questa favolosa chiave di pragmatica efficacia dal famosissimo Leo Gough, consulente di libri finanziari, gestore di un giornale di business e regista di documentari e lungomentraggi. Ha realizzato libri sulla finanza per Financial Times e At Kearney.

Migliora la tua vita!

In conclusione “La strategia del samurai” è un libro specifico per gli uomini d’affare, ma i consigli di Mushi sono applicabili a qualsiasi individuo.

Tu sei il destinatario perfetto per gli insegnamenti di Musashi, un uomo che lotta e un uomo che vuole vincere!

Se cominci da subito a fare tuoi i preziosi suggerimenti contenuti nel libro “La strategia del samurai”, puoi ottenere immediatamente benefici incredibili, cambiando in positivo la tua vita.

Aspira anche tu alla grandezza e prova a mettere in pratica le strategie di Musashi!

Questo libro può davvero cambiarti la vita, ti basterà farlo tuo e imparare ad adattarlo ad ogni situazione.

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10 Segreti di Sun Tzu per vincere la guerra del mercato https://www.professioneformatore.it/10-segreti-di-sun-tzu-per-vincere-la-guerra-del-mercato/ https://www.professioneformatore.it/10-segreti-di-sun-tzu-per-vincere-la-guerra-del-mercato/#respond Tue, 06 Sep 2016 05:00:29 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=22655 Avresti mai creduto che l’antica Cina potesse insegnarti come diventare più performante nel business dei giorni nostri? La maggior parte di noi conosce l’Arte della Guerra di Sun Tzu, il più antico testo di arte militare esistente. Quello che il generale cinese aveva concepito come trattato di strategia bellica è diventato un punto di riferimento […]

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Avresti mai creduto che l’antica Cina potesse insegnarti come diventare più performante nel business dei giorni nostri?

La maggior parte di noi conosce l’Arte della Guerra di Sun Tzu, il più antico testo di arte militare esistente. Quello che il generale cinese aveva concepito come trattato di strategia bellica è diventato un punto di riferimento anche nel mondo degli affari.

Nel libro Sun Tzu – Strategie per il marketing, gli autori Gerald e Steven Michaelson mostrano come, dalla cultura militare cinese di oltre quindici secoli fa, si possano trarre insegnamenti importanti che puoi applicare al marketing contemporaneo.

Ecco di seguito 10 preziosi consigli che renderanno il tuo approccio al mercato ancora più efficace.

10 Segreti di Sun Tzu per vincere la guerra del mercato:

1) Rispetta la tua clientela

Il markting va concentrato in primo luogo sui clienti. E’ di grandissimo aiuto creare un prodotto o un servizio che permetta di fidelizzare gli utenti, in modo da stabilire con essi un rapporto continuo e proficuo. Destinare qualcosa a tutti in modo indistinto è una strategia perdente; identifica una tipologia specifica di clienti e, dopo aver individuato i loro bisogni, fai di tutto per soddisfarli.

2) Organizza un sistema di intelligence

Così come le spie di Sun Tzu studiavano le mosse del nemico per poi sorprenderlo in battaglia, nel marketing le indagini di mercato e la ricerca aiutano a prendere la giusta decisione. E’ fondamentale inoltre conoscere punti di forza e debolezza della concorrenza; paragonare la tua strategia con quella degli avversari ti permetterà di avere la chiave per batterli.

3) Mantieni chiaro il tuo obiettivo

E’ importante avere un focus ben preciso: tutti devono sapere esattamente cosa fare e dev’essere sempre possibile valutare se si sta raggiungendo l’obiettivo desiderato, per pianificare adeguatamente la strategia. Un buon piano ti permette di passare velocemente dalla strategia all’azione; mantieniti sempre flessibile, comunque, in modo da poter rispondere in modo rapido ed efficace alle sollecitazioni del mercato.

4) Acquisisci una posizione sicura 

Proprio come in guerra, per tenere a bada la concorrenza e dominare il mercato bisogna conquistare una posizione inattaccabile, che non possa essere facilmente occupata dai nostri avversari. Anche se sei in cima alla collina, comunque, tieni sempre alta la guardia: reinventarti di continuo ed essere in competizione continua con te stesso ti permette di mantenere la posizione vincente.

5) Impara come e quando attaccare

Un buon guerriero utilizza la propria forza osservando il nemico. Quando sei più debole del tuo avversario, gioca pure in difesa; se invece sai di essere più forte è il momento di attaccare, sfruttando i tuoi punti di forza contro i punti deboli dei tuoi concorrenti. Per potenziare la tua offensiva sfrutta l’innovazione, offrendo sempre qualcosa di nuovo, e mantieniti sempre attivo per tenerti al passo con la tua clientela.

6) Cogli di sorpresa i tuoi concorrenti

Un attacco efficace è caratterizzato dalla rapidità e dall'”effetto sorpresa”. Bruce Henderson riteneva che per sorprendere i concorrenti, convenga agire in settori che non ritengono pericolosi per il loro business. Mantieni sempre segrete le tue mosse, in modo da lasciare sempre nell’incertezza gli avversari e non dargli la possibilità di arrivare prima di te.

7) Supera gli svantaggi grazie alla strategia

Una buona manovra strategica permette alle piccole aziende di stare al passo con le grandi società, e a quest’ultime di mantenere il proprio vantaggio. Così come in guerra, ci sono diverse tattiche: puoi affrontare apertamente l’avversario ma, grazie al marketing, puoi agire indirettamente, attaccando la concorrenza non sul suo stesso campo ma in altri settori dov’è più debole.

8) Usa bene le tue risorse

E’ fondamentale usare al meglio le risorse. Investi nella pubblicità, in modo da affermare il tuo brand sul mercato, e mantieni coerente nel tempo l’immagine che hai creato. Per evitare sprechi, sfrutta l’economia della forza: citando il maresciallo Foch, riversa tutte le tue risorse in un dato punto – dove sei più forte – anziché addentrarti in tante tipologie di business.

9) Offri una guida sicura

Sun Tzu diceva che un buon comandante è capace di trasmettere un grande senso di unità tra i suoi soldati. Un’azienda che funziona bene non ha conflitti tra i diversi settori interni; il bravo comandante tiene alto il morale, illustra chiaramente il piano d’azione e da’ un obiettivo preciso a tutti, mantenendo sempre aperto un canale di comunicazione e fiducia con i dipendenti in modo che essi condividano il progetto.

10) Conserva la semplicità 

Spesso le missioni più complesse sono state programmate con piani semplici – lo sbarco in Normandia era stato definito in una sola pagina – e vale lo stesso anche negli affari: una grande regola del marketing afferma che la semplicità garantisce la ricezione del messaggio. Un buon messaggio pubblicitario stradale, ad esempio, non supera le 14 parole: oltre questo limite, il passante non si soffermerebbe a leggere.

Ti consiglio senz’altro il libro di Michaelson e Michaelson: è scritto in modo chiaro e scorrevole, ed offre numerosi spunti utili che puoi applicare al tuo business, di qualunque dimensione esso sia.

Nelle sue 266 pagine troverai numerosi esempi di come la strategia militare orientale permetta di ottenere risultati di successo anche nel mondo degli affari; ho apprezzato i diversi riferimenti storici che propongono un punto di vista alternativo, decisamente interessante, rispetto alle sfide del marketing contemporaneo.

Spero che questa recensione ti sia stata utile. Tieniti aggiornato sui nostri articoli iscrivendoti alla nostra newsletter!

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Intelligenza emotiva: 6 situazioni tipiche di vantaggio sul lavoro https://www.professioneformatore.it/intelligenza-emotiva-6-situazioni-tipiche-di-vantaggio-sul-lavoro/ https://www.professioneformatore.it/intelligenza-emotiva-6-situazioni-tipiche-di-vantaggio-sul-lavoro/#respond Thu, 01 Sep 2016 05:00:07 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=22536 Se sei una persona dotata di intelligenza emotiva questo articolo ti aprirà gli occhi su quanto possa essere, questo carattere, vantaggioso sul lavoro. Se l’emotività è sempre stato per te un problema in ambiti come quello scolastico o tipicamente relazionale, vedrai come invece sul lavoro ti può garantire addirittura una marcia in più. È risaputo […]

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Se sei una persona dotata di intelligenza emotiva questo articolo ti aprirà gli occhi su quanto possa essere, questo carattere, vantaggioso sul lavoro.

Se l’emotività è sempre stato per te un problema in ambiti come quello scolastico o tipicamente relazionale, vedrai come invece sul lavoro ti può garantire addirittura una marcia in più.

È risaputo che le persone non particolarmente emotive riescono a sfruttare questo vantaggio per i propri risultati accademici, o almeno fino anche ad un colloquio di lavoro.

Da quel momento in poi dovranno ritrovarsi a lavorare in team e la scarsa emotività potrebbe non permettere loro di avere buon feeling con il gruppo.

Mentre l’imbarazzo dell’esporti ha convinto a fatica il tuo capo ad assumerti, il tuo parlare solamente al momento giusto lo conquisterà in modo più stabile e duraturo nell’arco di tempo giusto che comprende sei “situazioni” plausibili ed oggettive che si presenteranno nel primo mese successivo alla tua assunzione.

Ti interessa conoscere le sei tipiche situazioni lavorative in cui puoi reputare un vantaggio essere una persona con intelligenza emotiva?

Ecco a te di seguito riportate le sei tipiche situazioni lavorative di vantaggio per una persona dotata di intelligenza emotiva.

Intelligenza emotiva: 6 situazioni tipiche di vantaggio sul lavoro:

1) Affrontare autonomamente un problema

Risolvere un problema potrebbe sembrarti impossibile per poca esperienza, poca abitudine e magari ancora troppe poche direttive che ti sono state date ed hai assimilato.

La persona non emotiva sarà probabilmente sfacciata a tal punto da “chiedere cosa fare dinnanzi ad un problema” sia a colleghi sia a dirigenti. È poco preoccupata di disturbare dato che la sua intelligenza gli suggerisce che chiedere aiuto è un diritto condivisibile e comprensibile.

Ciò potrebbe provocare un senso di legittimazione esagerata rischiando di:

  • Dover sempre dipendere dall’aiuto degli altri, e quindi impigrirsi.
  • Infastidire parte dell’organico non disposto, per giusta causa, ad accollarsi le sue problematiche.

Tu invece, dovrai fare sicuramente i conti all’inizio con il panico del non sapere come risolvere il problema, ma l’ansia di non voler disturbare gli altri farà si che il tuo cervello si attivi maggiormente nella ricerca della risoluzione autonoma.

Il primo vero soccorso quindi ti verrà dato dalla tua stessa mente dato che la tua logica si azionerà come stimolo al fastidio di dover chiedere aiuto.

Il secondo soccorso sarà la buona memoria nel ricordare ed assimilare la direttiva, o che non è stata immediata ed ha avuto bisogno dell’esperienza pratica e del ragionamento per far si che poi si configuri nella tua mente, o quella aggiunta dopo da qualcuno che si è accorto per sua empatia della tua difficoltà.

Quindi l’intelligenza della tua emotività sta proprio nell’essere “un disastro celato e non ingombrante”. Una volta risolto il problema avrai imparato e soprattutto avrai fatto più attenzione degli altri, dato che ti impaurisce il pensiero che possa riaccadere.

2) Rispettare i momenti di break dei colleghi

Durante le pause in genere la persona tendenzialmente meno emotiva di te cercherà in ogni modo di approfittare di questi momenti per socializzare con il personale del colleghi.

Tu invece per discrezione cercherai, nei primi tempi, di non condividere con gli altri questi momenti di break, sia per rintanarti in te e tirare sospiri di libertà da una situazione ancora non leggera e spensierata per il tuo stato emotivo, sia perché per te mangiare è considerata una cosa quasi intima, privata, che può metterti a soggezione.

Inoltre anche la persona più espansiva, dotata comunque però di sensibilità emotiva, avrà nuovamente il timore di invadere lo spazio ed il tempo di relax dei propri colleghi e capi.

In effetti la sua intuizione sta nel fatto che le persone già abitudinarie di un settore vivono lo svago come tale e non sopportano, per la maggiore, di dover “sprecare” tempo con te che sei nuovo di quello spazio.

Sicuramente una buona percentuale di loro è comunque ben disposta a socializzare, ma infima nella propria forza ha comunque la debolezza di un, se pur minuscolo, sano egoismo.

3) Ricevere una gratificazione con umiltà

La parte bella del cominciare ad entrare in un determinato meccanismo sociale e lavorativo, è osservare i propri progressi e le reazioni suscitate negli altri. Dal momento in cui l’impegno verrà ripagato con una gratificazione dai “piani alti” le persone, entrambe ormai competenti, posso assumere un diverso atteggiamento.

Mentre la persona dell’intelligenza pratica osserverà i suoi progressi come un’inevitabile conseguenza del suo duro (o meno) lavoro, pensando che gli sia ovviamente dovuto il riconoscimento del merito, tu ti sorprenderai al punto forse di minimizzare la cosa, classificandola magari come fortuna.

L’intelligenza emotiva dentro di te ha fatto si che la tua umiltà non si trasformi in compatimento costante: sai di aver fatto un buon lavoro, semplicemente sei cosciente che il contesto ha favorito il conseguimento dell’obiettivo ed insieme ad esso altri fattori come il tuo adattamento graduale alla pratica sostenuta.

Il maggiore lavoro che hai fatto è stato metabolizzare e rilassarti anche in un contesto under pressure, e tra comunque perenni pensieri ed emozioni contrastanti hai già fatto il resoconto di quanto male e quanto bene puoi sentirti in quella situazione.

Detto ciò, la reazione ad una gratificazione sarà in ogni caso contenuta ed autocritica, e il tuo capo apprezzerà il relativo peso “apparente” che sembra avere su di te.

4) Superare un litigio

Implicita nei difetti dell’essere umano c’è l’incomprensione. Nessun luogo di lavoro sarà mai restio ad inevitabili dinamiche di litigi o fraintendimenti.

Inevitabilmente prima o poi ti ritroverai a dover gestire una delle seguenti situazioni.

1. Sei protagonista di una diatriba:

Che sia lavorativa, o solo sociale, nel contesto lavorativo entrambe tendono a condizionarsi e ad assumere forma similare. La tua emotività farà sicuramente si che ciò si ripercuota sul tuo rendimento, ma non è un problema.

Quando il litigio è solo celato e intenzionale ci si può poltrire in questo stato per un tempo incommensurabile, portando la persona a seminare rancore e fastidio.

  • Spesso a questi sentimenti, superate certe possibilità, non avranno più modo di essere esposti e rimarranno il quel contesto per sempre pronti a far marcire il rendimento lavorativo. Questo non è il tuo caso dato che le tue emozioni sono amplificate sin dalla fase embrionale del disguido.
  • Il “dramma” è inevitabile ma nel suo compiersi troverà sfogo e si consumerà in breve tempo, tempo sufficiente per superare l’ostacolo.

2. sei spettatore di un litigio tra terze parti:

Il tuo coinvolgimento emotivo si limiterà al rapporto instaurato in precedenza con queste persone, ma, le persone dall’intelligenza emotiva come la tua, sono soggette ad essere restie allo schieramento

In questo contesto la coerenza è un obbligo morale, ed è per questo che sei fuori da ogni presa di posizione netta e definita, ciò ti permetterà di non essere soggetto a gratuite antipatie e al non dover scontare litigi che non ti riguardano.

5) Accettare un rimprovero

Il vero dramma avverrà nel momento esatto in cui inevitabilmente sbaglierai. Tuttavia anche questo, analizzandone gli effetti, si rivelerà poi per te un’arma vincente. Subire un rimprovero è un grandissimo colpo alla tua emotività e ti porterà a metterti in discussione più del normale.

Così come vedrai gonfiare questa bolla di ansia e sospetto pronta a soffocarti, così la vedrai scoppiare da un momento all’altro senza aspettartelo. La persona che ti ha rimproverato tornerà ad assumere lo stesso identico comportamento che aveva prima che commettessi un umanissimo errore.

Il tuo esserti “preoccupata inutilmente” farà sia che, ovviamente, tu non commetta più quell’errore, e questo è ormai scontato, ma soprattutto sarà in quel momento che troverai l’equilibrio stabile tra il cosa “puoi o non puoi” aspettarti, rasserenando la tua anima rispetto a coloro che vivranno il rimprovero come una cosa negativa, che non deve succedere, e se succede non è colpa loro.

6) Prestare aiuto

La parte sicuramente più emozionante e gratificante del tuo carattere è senza ogni dubbio il fatto che sarai nella stima di tutti una persona affidabile.

Contro chi credere che essere gentili e solidali sul luogo di lavoro è una debolezza, affermiamo che è invece un enorme vantaggio. Fregare l’altro, o non essergli di soccorso per una qualsiasi evenienza, non farà altro che dare parvenza di una forza interiore e di un’ambizione grande.

In realtà l’unica cosa grande è l’ego pronto ad esplodere quando la solitudine si farà palese intorno all’individuo che accentua questa caratteristica. Tu, empaticamente ed emozionalmente vicino, anche a tuo discapito, alle persone che ti circondano, diverrai a lungo termine un pilastro portante di questa micro-società.

Morale della favola: generalmente si crede erroneamente che le persone caratterizzate da un’intelligenza emozionale debbano superare maggiori ostacoli da quelli delle persone più sfrontate.

Ciò non toglie che la stragrande maggioranza delle persone emotive come te riesca ad emergere, e così anche tu con grande fiducia, sentimento, devozione e soprattutto consapevolezza fiera di quello che a differenza degli altri riesci a provare, riuscirai a sviluppare sicuramente il tuo angolo di mondo speciale.

 

Ma ti dirò di più: l’intelligenza emotiva è il requisito fondamentale per poter trasmettere agli altri il proprio sapere, le proprie passioni, e le proprie competenze.

L’intelligenza emotiva infatti è utile per qualunque lavoro, ma in particolare è fondamentale per chi vuole fare della propria passione/competenza il proprio lavoro, attraverso la professione di coach o formatore. Dai un’occhiata qui se ti interessa approfondire:

www.corsoformazioneformatori.it

 

 

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Come diventare un imprenditore di successo: Il caso Geox. https://www.professioneformatore.it/come-diventare-un-imprenditore-di-successo-il-caso-geox/ https://www.professioneformatore.it/come-diventare-un-imprenditore-di-successo-il-caso-geox/#respond Fri, 05 Aug 2016 06:30:29 +0000 https://www.professioneformatore.it/?p=22568 Hai sempre sognato di essere un uomo di successo? Sei una di quelle persone che spera di avere un’idea geniale che ti cambierà la vita? Non sai però da dove partire per trovarla? Pensi che serva un’illuminazione brillante e colossale per entrare nel mercato? Il caso di Mario Moretti Polegato fondatore di Geox può essere […]

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Hai sempre sognato di essere un uomo di successo?

Sei una di quelle persone che spera di avere un’idea geniale che ti cambierà la vita? Non sai però da dove partire per trovarla?

Pensi che serva un’illuminazione brillante e colossale per entrare nel mercato?

Il caso di Mario Moretti Polegato fondatore di Geox può essere di grande ispirazione per te.

Oggi Mario Moretti Polegato è il quinto uomo più ricco d’Italia. Il suo patrimonio personale è stato stimato da Forbes in circa 1,8 miliardi di dollari ed è al 831°posto nella classifica dei più ricchi del mondo.
Geox è la 1° azienda italiana nella creazione di scarpe “comfort” e 8° a livello mondiale.

Nella sua vita professionale ha ottenuto diversi premi che evidenziano il riconoscimento del successo dell’imprenditore:

  • Cavaliere al Merito dell’Ordine Nazionale dal Presidente Rumenonel 2000;
  • Imprenditore dell’anno 2002 premio conferitogli da Ernst & Young Global;
  • Miglior Imprenditore italiano nel mondonel 2003 sempre da Ernst & Young Global.
  • Viene nominato Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana nel 2005
  • Viene insignito Grande Ufficiale della Repubblica nel 2006.

Immagino che ti starai chiedendo come un uomo ha potuto ottenere da solo tutti questi risultati.

In realtà la sua idea è stata tanto geniale quanto semplice e intuitiva.

Il caso Geox:

L’idea alla base del successo

Mario Moretti Polegato nasce in una famiglia di viticoltori e lavora anche lui nell’azienda di famiglia.

Siamo nel 1995 quando si trova a Reno in Nevada per affari. Durante una passeggiata sotto il sole cocente si sente infastidito dal surriscaldamento delle scarpe che stava portando. Per ovviare al problema trova una soluzione, quella di tagliare le suole delle scarpe con un coltellino. Ottiene così una fuoriuscita di calore.

Il gesto, quasi istintivo, sarebbe diventato da lì a breve l’idea alla base della colossale fortuna di Geox.

L’idea dell’imprenditore italiano non era nulla di particolarmente complicato da immaginare. Lui fu però il primo a pensarci e a credere che, con il giusto supporto tecnologico, l’idea avrebbe potuto rispondere a un bisogno del mercato.

Tornato in Italia sviluppa la sua intuizione e mette a punto la prima “Scarpa che respira”.

Il brevetto

Mario Moretti Polegato una volta creata la prima edizione della scarpa corre a depositare il brevetto.

Il brevetto è importantissimo per ogni imprenditore che porta sul mercato un’idea innovativa. Esso è infatti un titolo giuridico che permette al titolare di godere di un diritto esclusivo di sfruttamento dell’invenzione in un territorio e per un periodo ben determinati. Consente inoltre di impedire ad altri di produrre, vendere o utilizzare l’invenzione senza autorizzazione.

Senza il brevetto l’idea sarebbe sicuramente stata sfruttata e copiata da altre aziende del settore.

Il brevetto è un aspetto che spesso viene tralasciato. Tu sapresti come si fa a depositare un brevetto? Ti sei mai posto domande sulla sua importanza?

Esso può diventare un arma potentissima nelle mani degli “inventori”.

Il test di mercato

Inizialmente Mario Moretti Polegato cerca di vendere la sua idea alle più grandi aziende che si occupano di calzature. Nessuna sembra interessata. L’imprenditore si rifiuta però di abbandonare l’idea credendo fortemente nel progetto. Attua una fase di test di mercato con una linea di calzature per bambino che viene superata brillantemente. Da lì a poco ideerà la gamma di prodotto delle scarpe per adulti.

La ricerca di mercato è un aspetto essenziale per chiunque voglia immettere un nuovo prodotto nel mercato.

Essa permette da una parte di individuare il modo in cui i potenziali clienti accoglieranno il prodotto una volta lanciato, permettono di colmare eventuali lacune nell’offerta. Dall’altra permette di scoprire il livello di concorrenza a cui si va incontro, di conoscere le barriere all’entrata e la forza dei competitor.

Le leve del successo Geox

L’azienda il 1° dicembre 2004 arriva ad essere quotata alla borsa di Milano. Sempre più scarpe prodotte di stagione in stagione, indici di redditività in costante miglioramento.

Il 16 novembre 2005 Mario Moretti Polegato apre il Geox Shop più grande del mondo nella Madison Avenue a New York, un’area di 600 mq, un vero e proprio negozio colossale.
Geox in poco tempo diventa la prima azienda italiana di calzature. La crescita annua dell’azienda è elevata, nel 2015 ha chiuso l’esercizio con ricavi consolidati in aumento del 6,1%.

Il marchio Geox oggi è presente in 103 paesi al mondo. Ha una rete di 1.150 negozi monomarca e circa 11.000 punti vendita multimarca.

Le leve della formidabile crescita di Geox sono:

1. L’investimento consistente in ricerca e innovazione
2. L’importanza e il continuo ampliamento del capitale umano
3. Il marketing legato al prodotto

Su di esse si fonda l’ampliamento dell’azienda anche grazie alla forza del marchio Made in Italy.

L’ascesa continuerà a lungo, le tre leve su cui punta l’imprenditore italiano garantiranno la grandezza della sua azienda nel tempo.

Un esempio da seguire

Mario Moretti Polegato è un esempio da seguire se vuoi immettere nel mercato un prodotto innovativo. Il suo successo può sembrare dovuto ad una semplice idea fortuita ma è in realtà frutto dell’intelligenza di un uomo che ha saputo conquistare il mercato.

Anche tu puoi avere un’idea geniale e per renderla impresa devi dimostrarti pronto a sfruttarla. Quante volte hai pensato a un prodotto per poi abbandonare l’idea e scoprire che qualcun altro ha guadagnato tantissimo da esso?

Supera gli ostacoli. Se l’idea è vendibile devi dimostrarti coraggioso e pronto a combattere per essa. Come l’inventore di Geox, se ritieni che la tua idea sia veramente buona, passa oltre ai giudizi dati frettolosamente.

Chi più dell’inventore può essere capace di difendere un’intuizione? I casi come quello di Geox sono numerosissimi nel mercato, tu potresti essere il prossimo!!

Cerca di essere cauto: all’idea brillante va accompagnata l’intelligenza di capire se essa può conquistare il mercato.

Per aiutarti ricorda di seguire i quattro passi fondamentali che si possono evincere dalla storia dell’imprenditore italiano:

  • Creazione dell’idea
  • Brevetto
  • Analisi di mercato, che si sviluppa in due sensi: analisi dei competitor e analisi dei possibili clienti
  • Investire in innovazione e Capitale Umano, affinché l’innovazione non diventi obsoleta.

La storia di Geox dimostra come ognuno di noi, compreso te, ha la possibilità di diventare un uomo di successo.

Mario Moretti Polegato non era infatti né il primo della classe né un guru del settore ma è riuscito a dimostrare la forza della sua idea al mondo intero.

 

 

 

 

 

 

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La guida assoluta di Gary Vaynerchuck per costruire il tuo personal brand, cambiando la tua vita e il tuo conto in banca!

Ti sei mai chiesto come fanno tante persone a diventare ricchi e famosi sfruttando un’idea?

Pensi di aver avuto un’idea geniale che potrebbe cambiarti la vita?

Ti piacerebbe trasformarla in una fonte di guadagno?

Gary Vaynerchuck col suo libro “Buttati! Ora o mai più” ti spiega, servendosi della sua esperienza professionale, come costruire il tuo personal brand, cambiando la tua vita e il tuo conto in banca.

Nel testo Gary svela come è arrivato al successo grazie al web e come il lettore può servirsi di questo potente mezzo per diffondere le proprie idee, coinvolgere gli altri con i propri interessi, diventare il numero uno nel proprio settore e fare soldi, investendone pochissimi.

Eccoti di seguito per grandi linee i contenuti proposti da Gary nel suo lavoro “Buttati! Ora o mai più”.

Le 3 regole per il successo

Secondo Gary, l’epoca in cui viviamo offre infinite possibilità a tutti coloro che vogliono realizzarsi e che sono dotati di spirito di sacrificio, di pazienza e sanno sognare in grande.

L’autore ritiene che per realizzare il proprio progetto ciò che conta è la passione e la dedizione.

Gary riconduce il proprio successo a 3 regole:

  1. Amare la propria famiglia.
  2. Lavorare tantissimo.
  3. Vivere le proprie passioni.

Solo chi ama la propria famiglia, chi si impegna al massimo nel suo lavoro e segue le sue passioni, può ottenere il successo!

Se hai un’idea, un interesse, una passione, oggi puoi con internet lanciare i tuoi contenuti nel web, catturare l’interesse di altre persone e creare una community, dando visibilità al tuo brand e ritagliare uno spazio per il tuo business nel mondo degli affari, il tutto a costo zero!

Il successo è nel tuo DNA

Gary ritiene che il successo di un individuo sia racchiuso nel suo codice genetico. Nel libro racconta che il padre, trasferitosi a New York, iniziò come garzone in uno dei negozi di un loro prozio; non gli ci volle molto per diventare prima manager e poi comproprietario.

In seguito, poté investire in un negozietto insieme ad un socio, che poi ingrandì.

Come il padre, Gary ha sempre focalizzato tutti i suoi sforzi per diventare un imprenditore di successo e in pochi anni ha realizzato il suo sogno!

Fin da piccolo ha sempre lavorato; lavava l’auto della sua vicina, le teneva pulito il giardino, addirittura una volta tagliò dei fiori e riuscì a venderli alla proprietaria del giardino.

Da adolescente si appassionò alle carte da baseball, così chiese un prestito al padre per investire nel settore e partecipare ad una fiera.

Comprò diversi pacchetti di carte che avrebbe voluto rivendere, ma da subito si rese conto che quel mercato era saturo, così cambiò strategia.

Facendo una piccola indagine di mercato tra i banchi della fiera, capì che avrebbe dovuto abbassare il prezzo di tutte le carte che aveva in comune con gli altri venditori e alzare quello delle carte che non erano presenti sulla guida ufficiale, promuovendo l’idea che il fatto di non essere comuni, le rendeva di valore.

In breve tempo restituì il prestito al padre e guadagnò un bel po’!

La chiave del successo: soddisfare i bisogni!

Compiuti i 15 anni entrò nel negozio di famiglia. Sul campo poté constatare che i clienti che compravano i superalcolici erano fedeli a un brand particolare, mentre chi acquistava vino spesso aveva un’aria sperduta e sperava che qualcuno gli desse dei consigli.

Un giorno un amico iniziò Gary ad internet e immediatamente l’autore vide in questo nuovo mondo il futuro del commercio. Nel 1997, lanciò “winelibrary.com”, incrementando notevolmente i profitti del negozio. Otto anni dopo, sull’onda di siti come “MySpace”, “Flickr” e “Youtube”, l’autore decise di creare un blog nel quale servendosi di video avrebbe costruito un nuovo mondo per sé e per il vino; lanciò così WinelibraryTv.

Sei tu il tuo brand

Gary nel libro precisa che il business e il personal brand sono la stessa cosa, indipendentemente dal prodotto commercializzato. Il personal branding è il mezzo che permette a chiunque abbia contenuti validi e di interesse, di diventare famoso ed è ciò che l’autore ha fatto con WinelibraryTv, dove servendosi di video parla di vini in modo chiaro e divertente.

Quindi per costruire il tuo business servendoti di internet devi puntare sul contenuto e su te stesso!

Regola basilare è non farlo somigliare a quello di altri e capire come posizionarlo sulle piattaforme dei social network, in quanto grazie all’accessibilità immediata alle community on-line, gli utenti non avranno più un’esperienza privata del brand, ma interagiranno con le migliaia di persone che sono venute in contatto con lo stesso brand.

Prima regola del successo: conosci te stesso!

Per guadagnare con il proprio brand attraverso il web, Gary afferma la necessità di proporre prodotti di elevatissima qualità e riversare grandi contenuti nei social media, per poter catturare l’attenzione delle persone e spingerle a visitare il proprio blog.

Per creare un blog che generi traffico, bisogna essere esperti del settore di cui si parla ed utilizzare i mezzi che più ti valorizzano: video, audio, scrittura.

Conoscere se stessi, individuare la passione giusta, scegliere il giusto mezzo di comunicazione e creare dei contenuti straordinari, ti permetterà di raggiungere il successo.

2 metodi per impostare i tuoi contenuti:

  1. Contenuti-esca: postandoli in modo da attirare su di te l’attenzione del pubblico.
  2. Commenti ai contenuti di altri blog: per attirare traffico dai siti che trattano il tuo stesso argomento, creando un motivo per spingere gli altri a visitare il tuo blog.

Gary illustra nello specifico le piattaforme di cui ci si può servire per il personal branding.

Alcune piattaforme per il tuo blog-sito

  • WordPress: leader con il numero maggiore di utenti. Presenta un sistema di archiviazione eccellente e facile da usare, dotato di una funzione di ricerca che permette di risalire a qualsiasi cosa sia stata postata.
  • Tumbler: è un sito con un design semplice e facile da usare.  E’ anche l’unica piattaforma che ospita gratuitamente anche il proprio dominio senza dover pagare una commissione per l’hosting.

Come pubblicizzarti on-line

Facebook: social network che racchiude persone di tutte le età in cui vengono condivise foto, articoli, video, racconti, opinioni.

Gary ti suggerisce di creare la Pagina fan, in quanto permette di inviare e-mail a tutti contemporaneamente permettendo così a tutti di interagire.

Twitter: piattaforma in cui è possibile pubblicare in forma ridotta (massimo 140 caratteri) e conoscere i contenuti di altri utenti.

Ritenuto dall’autore lo strumento più potente per la costruzione del brand per 4 ragioni:

  1. I propri contenuti possono essere ritwittati, quindi una sorta di raccomandazione.
  2. Le aziende possono avere un rapporto più stretto con i propri consumatori.
  3. Far conoscere le proprie idee.
  4. Attirare le persone sul proprio blog.

Flicker: sito creato per condividere foto. Gli utenti cliccando sulla foto, possono scoprire l’autore e seguire il link che li condurrà al tuo blog.

Youtube e Viddler: le piattaforme più importanti che raccolgono video.

Sei tu a creare il tuo pubblico

L’autore paragona la costruzione del brand a una maratona: ci vuole molto tempo per raggiungere il successo. Bisogna prima apprendere quanto più possibile sul proprio argomento, studiare poi le piattaforme, preparare al meglio il proprio post. Solo a questo punto si è pronti per lo step successivo: creare una community.

Per crearla bisogna avviare delle conversazioni con quanti più utenti possibili.

Ciò che devi fare per creare una community è:

  1. Leggere centinaia di post e commentarli in maniera intrigante, corredati dal proprio nome e link del proprio blog.
  2. Creare il proprio post e distribuirlo sui social.

Guadagno assicurato!

Una volta creato e diffuso il tuo personal brand attraverso vari siti e la propria community, è possibile generare dei flussi di entrate.

Gary spiega le diverse modalità di guadagno:

  • Se la propria comunità è attiva e trascorre molto tempo sul blog, gli inserzionisti saranno ben disposti ad investire parte del loro budget sul blog.
  • Programmi di affiliazione: ospitare link di vendita.

Segui la corrente: business reattivo

Nel testo più volte l’autore ripete che per avere successo bisogna essere preparati e avere passione. Altro elemento per un imprenditore di successo è il sapersi adattare. Gary definisce tale processo “business reattivo”, ovvero adattarsi e cambiare rispondendo alle tendenze in atto.

Solo così il tuo business può essere sempre fonte di guadagno!

Buttati!Ora o mai più” di Gary Vaynerchuk è sicuramente di facile lettura e comprensione, il linguaggio utilizzato è gradevole e gli argomenti trattati molto interessanti.

Alcune strategie proposte lasciano dei dubbi sulla loro applicabilità, ma è innegabile dire che tale testo può essere un ottimo manuale per tutti coloro che vogliono utilizzare il web per costruire il proprio personal brand.

Gary sviluppa una vera guida, dove spiega con chiarezza ed esempi basati sulla sua esperienza personale, come sfruttare al meglio il mondo on-line.

Leggendo questo volume, saprai come sfruttare al meglio il web per la costruzione del tuo brand e trasformarlo in una fonte di guadagno.

Se pensi di aver finalmente avuto, dopo tante notti insonni, un’idea geniale, “buttati”, costruisci il tuo personal brand con le tecniche di Gary e il successo è assicurato!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Vuoi diventare un leader di successo e fare la differenza, ottenendo incredibili vantaggi?

Ti piacerebbe essere in grado di guidare il tuo team verso i migliori traguardi?

Sai quanto conta circondarti ed attrarre persone di qualità per incrementare la tua attività?

La parola leadership letteralmente significa conduzione, guida, direzione e il leader è colui che conduce, guida, dirige.

Si può diventare leader in qualunque campo.

Un leader infatti, non è necessariamente un manager, può essere anche un genitore, un coach, un docente.

Per essere un vero leader devi essere capace di attrarre persone, in ragione delle tue competenze e delle soluzioni che sei in grado di prospettare rispetto ai problemi.

Gian Piero Quaglino, professore ordinario di Psicologia della formazione presso l’Università degli studi di Torino , scrive che la leadership è far sì che le persone vadano nella giusta direzione, nonostante vincoli e resistenze al cambiamento, facendo leva sulle necessità, sui valori e sulle emozioni individuali troppo spesso inespressi.

Per diventare un leader di successo è molto importante perfezionare le tue abilità umane (capacità di motivare, di lavorare in gruppo, di comunicare), abilità tecniche (utilizzo di attrezzature appropriate, metodi e conoscenze), abilità concettuali (proiezione degli obiettivi futuri, elaborazioni).

Tutti i grandi leader continuano a lavorare su se stessi fino a diventare persone autorevoli, efficaci, fino a diventare le guide del proprio team.

Come puoi fare per raggiungere questi obiettivi?

Qui di seguito ti presento i dieci passi fondamentali per diventare un leader di successo.

10 Steps per diventare un leader di successo:

1) Conosci te stesso

Cerca di conoscerti e di scoprire chi sei veramente. Scopri quali sono le tue potenzialità e cerca di correggere le criticità.

Voler apparire diversi da ciò che si è, non funziona: vendere un’immagine di sé diversa da quella reale è un atteggiamento che non paga!

2) Impara ad essere autorevole

Essere autorevole significa conoscere molto bene ciò di cui si parla. E’ necessario conoscere i particolari ed essere esperti del proprio settore di riferimento.

Per diventare un buon leader, devi fare di più: devi imparare ad essere autorevole senza essere autoritario.

Essere autoritari è qualcosa che ti ostacola nel raggiungimento dei tuoi obiettivi; l’autorevolezza è il carburante che devi utilizzare per mettere in moto il tuo team.

Quando dai delle indicazioni, ai fini del raggiungimento degli obiettivi, devi essere preciso ed esaustivo. Solo in questo modo il tuo team capirà che sei un esperto, che di te si può fidare.

3) Impara ad essere giusto

Si tratta di un passo essenziale che devi fare per diventare un leader abile e capace con un vasto pubblico di riferimento.

Essere giusti produce rispetto e disciplina. L’ingiustizia, al contrario, genera astio.

Spesso ti troverai nella situazione di dover dare risposte diverse a casi analoghi: ciò che conta è che tu riesca a motivare e a contestualizzare le differenti decisioni in modo che il tuo team non ti percepisca con un despota.

4) Collabora ed ascolta il tuo team

Quando demandi un compito ad un tuo collaboratore, devi essere in grado di conciliare l’esigenza primaria di ottenere gli output desiderati con la tua capacità di collaborazione e di supporto nella risoluzione dei problemi.

Impara ad ascoltare in maniera empatica le opinioni e le osservazioni dei tuoi collaboratori, provando a collegarti con lo stato emozionale del tuo interlocutore.

Recenti studi confermano che, nel lungo periodo, esaltare le iniziative positive della tua squadra può rivelarsi molto produttivo.

5) Usa la gentilezza

Alcune persone confondono la gentilezza con la debolezza. La gentilezza non è debolezza, è anzi una forma di forza. Devi imparare ad usare il pugno di ferro in guanti di velluto.

Quando devi dire la verità, sii gentile. Quando devi pianificare gli obiettivi da raggiungere, rivolgiti in modo garbato. Ricordati di manifestare apertamente il tuo pensiero in maniera cortese, così che non ci siano obiezioni gratuite o fraintendimenti.

6) Fai scelte coraggiose

Sai cosa ci vuole per vincere?

Ci vuole coraggio!

Bisogna essere coraggiosi per scagliare la prima freccia, per affrontare per primi il problema, per far fronte agli imprevisti.

Come il contadino si rimbocca le maniche, sfida le intemperie e viene ricompensato dai suoi frutti, tu devi essere coraggioso nell’affrontare le situazioni e le avversità, devi avere il coraggio di cogliere l’attimo se vorrai essere ripagato dei tuoi sforzi e vorrai affermare la tua supremazia sul gruppo.

7) Impara ad essere umile

L’umiltà è la virtù che ogni leader dovrebbe possedere per raggiungere il successo.

Un conto è essere umili, un altro è essere insicuri: l’insicurezza è un problema oggettivo perché ti allontana da risultati che si prefisso.

L’umiltà invece è ciò che ti consente di arrivare in alto senza però scavalcare gli altri e facendo tesoro delle opinioni altrui.

8) Sviluppa il tuo senso dell’umorismo

A chiunque piace ascoltare battute divertenti e simpatiche, è fondamentale però che abbiano comunque un contenuto di spessore e che siano adeguate al contesto.

Per essere leader, dunque, devi essere spiritoso ma è necessario che il tuo humor non trascenda nella banalità.

9) Affronta la realtà

Accetta la realtà così com’è, impara ad affrontarla e a piegarla per raggiungere i risultati desiderati. Gli eventi accadono e non possono essere modificati con lo schioccare delle dita.

Puoi imparare a forgiare te stesso in funzione di ciò che la realtà ti offre. Puoi imparare a plasmare lo stato delle cose, a renderlo a te congeniale e ad orientarlo al raggiungimento dei tuoi obiettivi.

10) Non mollare e credici fino in fondo

Devi credere in ciò che fai, devi sentirti motivato a raggiungere i tuoi obiettivi.  Sii grintoso, sviluppa una forte personalità!

Fai leva sulle tue motivazioni, attitudini e abilità. Fidati delle tue intuizioni e ricordati di comprovarle sempre con esperienze e studi concreti.

Sviluppa creativamente il tuo lavoro, il tuo futuro, lasciando un marchio forte della tua immagine.

Solo così puoi fare la differenza.

Questi sono i 10 passi fondamentali per diventare un ottimo leader ed avere successo all’interno della tua azienda e fare la differenza sul mercato.

Se desideri diventare un modello da seguire e distinguerti, inizia a mettere in pratica questi consigli.

Vuoi dire la tua? Lascia un commento e arricchisci così i contenuti di questo articolo! 

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